Tag: studente

Una “laurea” in famiglia

Laurea

Da dove parto? È difficile descrivere le emozioni di questo momento. Ci sarebbe tanto da raccontare prima, durante e dopo.

La primogenita ha raggiunto il suo primo grande traguardo: una laurea in Scienze Infermieristiche all’Università Cattolica di Roma nello specifico al S. Filippo Neri.

Fieri di lei è dir poco, il solo vedere la sua gioia con quella corona di allora ha ripagato tutti i sacrifici e tutte le preoccupazioni che prendono i genitori alle prese con i figli che crescono.

Ha oscurato per un po’ anche il pensiero dell’altro figlio, il secondogenito, che di fatto è l’unico che non sia venuto ad assistere alla sua laurea e non per chi sa quale nobile motivo, semplicemente dormiva.

Sorvolo su questo perché ce ne sarebbero tante da dire, ma in sintesi e molto molto a malincuore, posso solo commentare che “Chi dorme non piglia pesci” figlio mio e tu è favvero tanto che “dormi”.

Ma, come genitori, più che spronare, incoraggiare, arrabbiarsi, sollecitare, dire, fare e baciare….non possiamo fare.
In attesa del “risveglio” (speriamo meno amaro possibile) ci godiamo la felicità di questo giorno speciale.

Buona strada tesoro mio, adesso comincia la vita, quella vera!!!!

 

Recupero anni scolastici

Riflettevo sul recupero anni scolastici pensando a mio figlio F. che deve appunto ripetere il primo superiore.

Non sono in generale d’accordo, soprattutto perché le scuole che effettuano questi tipi di recupero sono, a mio avviso, scuole all’acqua di rose, preoccupate solo di speculare guadagnando (infatti hanno dei costi elevatissimi), e non preparando, almeno per quello che credo io, in maniera giusta i ragazzi (posso anche sbagliare).

In genere sono istituti considerati ‘facili’ dove mandare figli con poca volontà allo studio, anche se in molti casi potrebbero comunque essere ottime soluzioni, ma fino a ieri non per me.

Infatti quando si pose il problema della bocciatura del secondo figlio in terzo superiore, non mi è sfiorato nella mente per niente questo pensiero e se anche lui avrebbe voluto andare in una di queste scuole, senza recuperare l’anno tra l’altro, il nostro NO secco non ha avuto possibilità di altre interpretazioni.

Una scuola, privata o pubblica che sia, perché io credo sia nell’una che nell’altra quando queste sono più che valide, deve essere prima di tutto scuola, e non altro.

Perché allora con F. mi viene questo pensiero?
Innanzitutto il percorso è diverso. G. era un anno avanti e inoltre, non ha intenzione di proseguire gli studi, mi ha già comunicato che non farà l’università (mai dire mai), per cui che senso avrebbe ‘studiare’ di più, per recuperare un anno? Per finire prima? Si forse ma a che scopo? Non ne vedo l’utilità, in virtù anche del fatto che lui, come già detto, era già un anno avanti.

Per F. è diverso. Lui vuole andare all’università, ha voglia di continuare (non c’entra niente con queste sue ambizioni questo assurdo anno in cui ha deciso di punire noi attraverso se stesso, le dinamiche sono diverse e non collegate alla mancanza di volontà nello studio).

Non voglio analizzare questa parte psicologica, non ora per lo meno. Io mi domando proprio se recuperare un anno per lui potrebbe significare ritrovarsi al passo con i tempi e con i suoi coetanei. A livello europeo i nostri ragazzi partono comunque con un anno in più, un anno di concorrenza che potrebbe fare la differenza, soprattutto per uno come lui che aspira ad andare a lavorare all’estero.

Inoltre ho visto come guarda la foto della sua classe che sta per lasciare, recuperare potrebbe anche essere un motivo per rientrare con i suoi compagni in terzo liceo.

Naturalmente è per ora solo un pensiero mio che sto facendo ad alta voce, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.