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Punti di vista

Vedere dall’esterno una situazione ed averne chiari i meccanismi a volte aiuta. Ma non ci si può riuscire da soli. Occorre davvero qualcuno che ti parli per affetto e ti faccia capire che stai sbagliando. 

Il muro a muro, che ho sempre detestato, non può funzionare ed io ne sono consapevole, ma inconsciamente era quello che stavo adottando con G.  Per cui ringrazio la nostra tata, che ormai è una grande amica che mi ha aiutato a vedere attraverso i suoi occhi gli effetti devastanti di questo mio atteggiamento, dettato dalla preoccupazione e dal troppo amore, naturalmente, ma che stava portando alla deriva il rapporto con mio figlio. 

Sono convinta che la conseguenza delle proprie azioni sia più che sufficiente come ‘punizione’ al proprio agire, o meglio al non agire (studiare).

Non serve altro, se si è convinti che la semina comunque c’è stata non sempre predicozzi, punizioni, divieti e quanto altro sono la soluzione migliore. Questo è il mio pensiero e nessuno mi convincerà del contrario, come scrivevo nel blog di diemme.

Mio figlio è stato bocciato perché non ha studiato punto. Ha raccolto quanto ha seminato ossia nulla, non sarà un mio divieto punitivo a renderlo consapevole di ciò, più di ripetere l’anno in una classe diversa, in una scuola diversa ricominciando da “bollato” come bocciato!

Il mio compito ora non è “punirlo” più di quanto comunque sarà, ma renderlo consapevole delle sue capacità che non ha saputo sfruttare, e dargli quella fiducia in se stesso che lo renda consapevole di tutto ciò per evitare di ripetere gli stessi errori in futuro.

Non è allontanandolo con un muro che lo renderò autonomo e maturo!