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E siamo a quattro


Vi presento la quarta figlia 16 anni.

Che bella età! È un vulcano in tutto. Sempre sorridente, allegra e pazzerella. Mi rivedo in lei moltissimo.

Ma come ogni figlia dei nostri tempi manca di quel ‘senso del dovere’ che apparteneva alla mia generazione.

Per lei siamo nella fase ‘scialla’, abbondantemente superata dagli altri figli più grandi. 

Scialla oggi, scialla domani…i nodi vengono al pettine. E così ci siamo fatti bocciare! 

Il suo ‘scialla mà, ce la faccio’ non ha dato i frutti da lei sperati.

‘Ce l’ho messa tutta mamma’. No tesoro bello, studiare l’ultimo mese non vuol dire ‘mettercela tutta’ vuol dire ‘provare a fregare il prossimo’ alla faccia di chi ha fatto il proprio dovere per tutto l’anno.

Ecco perché per la prima volta sono ‘quasi’ contenta che l’abbiano ‘bocciata’.

Per la prima volta penso che la bocciatura sia un’occasione per crescere.

Dopo lo scossone accusato con la giusta dose di sconforto, si è ripresa alla grande: fa la babysitter, volontariato in un centro estivo, continua la scuola di inglese e presto partitrà per un campo mobile in Croazia con gli scout camminando, camminando, camminando…..

Solo il tempo saprà dirmi se l’occasione di crescere saprà coglierla davvero.

Appuntamento qui al prossimo giugno per tirare le somme.

Intanto tremo …ricominciare con lei, vulcanica, la fase dell’adolescenza in piena attività, non è per niente facile!

Museo di Paleontologia

Museo di PaleontologiaProprio ieri con tre classi terze siamo stati in visita al Museo di Paleontologia presso l’Università Sapienza di Roma.
Molto interessante.

Una giovane guida ci ha accompagnati in un fantastico mondo fin dai suoi inizi unicellulari, per arrivare ai grandi elefanti primitivi!

L’interesse e l’attenzione di questi piccoli studenti è stato quasi commovente.
 Certo quando la guida, rispondendo ad una loro domanda, ha affermato che il gigantosauro non è mai esistito li ho visti vacillare, ma giusto un attimo.
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Molto attenti anche alla spiegazione del mito di Polifemo, nato interpretando uno scheletro di testa di un elefante primitivo.

Incuriositi dalla famiglia di elefanti nani ci siamo lasciati trasportare dai racconti della guida.

Il tempo è passato velocemente.
Un museo davvero ricco.
Un posto dove portare i nostri figli anche quelli più piccoli, cosa che farò presto con Francesco.
mito di Polifemo
IMG_9563teschio di elefante
elefanti nani

Effetti collaterali

 

Un bacio. Effetto collaterale alla paura di non farcela è un bacio di saluto.

Non male visto che i suoi baci in 17 anni si contano sulle dita di una mano.

Certo avrei preferito che non ci fosse rischio bocciatura e magari attendere altri 17 anni prima di avere un bacio spontaneo da figlio n.3!

Diciamo che sto cercando almeno un motivo valido al fatto che ripeterà l'anno, e mi accontento di poco, o forse di molto.

Questo è quello che si dice 'il peso di un bacio'

 

La scuola sta finendo…….

La fine della scuola si avvicina e noi dobbiamo fare i conti con figli sempre più distanti, disattenti, e annoiati.

Naturalmente sto parlando nello specifico dei miei figli, generalizzare non è cosa buona e giusta!

La preoccupazione che avevo per la figlia n.4 che iniziava il liceo, come sempre accade mai dire mai, è stata quasi inutile. Lo sforzo che ha messo e la sua buona volontà hanno fatto la differenza.

Probabilmente avrà un debito ma non sto qui a preoccuparmi per una eventuale bocciatura. Cosa che non posso dire del principe di casa, quello che obiettivamente ha una marcia in più, ma che rischia tantissimo.

Per tutto l’anno mi sono domandata cosa passasse per il suo cervello, quali meccanismi fossero scattati in lui per renderlo così sordo a se stesso.

È molto complicato penetrare nell’intimo di un adolescente in crescita, narciso, egoista e concentrato su stesso. Ma da qui a rischiare di ripetere un anno non riesco proprio a capire il nesso. O meglio, lo capisco eccome, ma non lo accetto. Me ne farò una ragione non c’è dubbio, ma oltre non vado.

Ci sarà poi il tempo di domandarsi cosa fare.

Un incontro avuto qualche sera fa sul tema Smontiamo il bullo ha evidenziato come proibizioni, divieti e punizioni siano il più delle volte controproducenti, possono essere efficaci sul momento ma non educano e non rendono consapevole il ragazzo sulle vere conseguneze di una eventuale bocciatura: perdere un anno, cambiare compagni, essere il più grande etichettato come il ripetente ecc.

Si può lavorare tantissimo attraverso il dialogo, incoraggiando, evidenziando la parte migliore che ogni ragazzo ha, ma mettendo in conto che il tempo del raccolto è molto lungo, non sempre i risultati si vedono a corto raggio, anche perché se non sono loro per primi a voler cambiare atteggiamento, nulla di concreto possiamo fare se non esserci sempre, ed essere pronti a ricominciare.

Prima o cresceranno ne sono sicura!

 

La scuola sta finendo

Un tormentone di questi giorni e incubo per molti genitori: la scuola sta finendo….un anno è andato già….sta diventando grande….
Tempo di bilanci scolastici e tempo per molti ragazzi del fatidico esame di maturità.
Confesso che ancora non ho ben capito il meccanismo che ruota intorno a quest’esame. I ricordi si perdono ai ‘miei tempi’, alle due prove scritte e alle due materie da portare all’orale, con l’incubo della seconda disciplina cambiata all’ultimo momento e di un solo membro interno. Gli esami cominciavano a luglio tanto che io sostenni l’orale il 28 del mese e non ero neanche l’ultima!
Neanche la maturità di figlia n.1 mi ha chiarito bene il nuovo meccanismo. Così mi ritrovo a palpitare per figlio n.2 senza ancora aver chiaro nulla.
Ma i bilanci non sono solo per chi si trova alle soglie di uno dei grandi traguardi finali, abbiamo chi dovrà affrontare gli esami di quella che una volta chiamavamo terza media, e del passaggio alle classi successive con o senza ‘debiti’ e alle probabili bocciature.

In casa non ci facciamo mancare niente quest’anno sappiatelo!
Voglio però condividere con voi un pensiero che ho elaborato leggendo una frase di s. Agostino:
“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura”
Finalmente ho scoperto cosa manca ai miei figli: la motivazione interiore che porta al desiderio, inteso come piacere a fare qualcosa.
Come si può pretendere se non c’è questo piacere, che i nostri figli studino con amore?
Ma soprattutto come si può aiutare questi figli ad avere “piacere” ad una lettura, ad un testo teatrale, ad uno studio scientifico, ad un voler comprendere come accadono certi fenomeni ecc. ecc.?
Qualcuno mi dirà che è fin da piccoli che bisogna indirizzarli verso certe passioni, e sono convinta che sia giusto, ma vi assicuro che crescerli fin da piccoli in certe direzioni non sempre è garanzia di successo.
Del resto se ci fosse una risposta standard avremmo tutti ricercatori e scienziati in giro, anche se il piacere legato al desiderio di sapere dovrebbe accompagnare la persona umana nell’arco della sua intera vita, anche se fosse un semplice venditore di palloncini.
In bocca al lupo ragazzi, ma soprattutto tanta solidarietà a tutti i loro genitori.

 

 

Smontiamo il bullo

 

Ieri sera nel cinema della mia parrocchia c’è stata un interessante iniziativa in collaborazione con ITCI e Spazio Asperger Onlus. Una serata di riflessione e confronto sul fenomeno del bullismo con due prospettive diverse ed utili.

Il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei, soprattutto in ambito scolastico spesso e volentieri si acuisce contro chi manifesta delle difficoltà relazionali e sociali. Inoltre in questi ultimi anni si è presentata una nuova modalità vessatoria che può essere ancora più emarginalizzante e pericolosa: il cyber bullismo.

Professionisti esperti aiuteranno a rispondere a domande come: Quali i motivi? E soprattutto, quali le risposte delle figure educative, genitori ed insegnanti?

Nonostante siano riflessioni che più o meno sento da tanti anni e che condivido sempre in tutte le salse e in tutti i miei canali, ritrovarsi a parlarne con genitori diversi alle prese con i primi tormenti dei figli in fase di preadolescenza, fa sempre bene.

Avevo anche un motivo in più per ascoltare, il bullismo lo abbiamo toccato con mano quest’anno scolastico, fortunatamente rientrato grazie al lavoro congiunto di noi genitori e degli insegnanti, ma soprattutto grazie a mia figlia che non ha avuto paura di raccontare (un po’ di merito me lo prendo nell’aver dato solide basi su cui contare sempre).

Non sapendo da chi fosse organizzato ritrovare professionisti, guidati da un amico che conosco bene, il Prof. Cantelmi, è stato come giocare in casa, visto che si trattava anche della mia Parrocchia.

Il dibattito interessante ha rilevato il punto debole della nostra società: la disinformazione. Quello che è urgente soprattutto nelle nostre scuole è parlarne, parlarne e riparlarne: genitori, studenti e insegnanti.

L’indifferenza ad informarsi di tanti genitori continua ad essere alta. I motivi sono tanti e non sempre perché disattenti nell’educazione, quanto piuttosto la convinzione che certe cose accadono solo agli altri: il mai, a me non succederà mai che ricordo dissi anche io nei primi anni della mia carriera da genitore.

Si scopre ben presto che mai dire mai è una verità che conviene tenere bene a mente.

Anche i ragazzi hanno bisogno di informazione, non sempre hanno coscienza di ciò che vedono e sentono, non tutti immaginano quello che può succedere per una parola di troppo, una foto di troppo ecc.

Il senso di corresponsabilità deve cominciare a circolare, l’indifferenza di chi vede, ma non parla, non interviene, ha un peso e un valore. Non sempre si può attribuire LA colpa ad uno, o ad altro.

Ci sono responsabilità di tutti ed è bene cominciare a rendersene conto.

 

 

 

 

Invalsi: valutati non schedati

 

In questi giorni, come tutte noi mamme sappiamo, ci sono state le prove Invalsi per le classi seconde, e non solo, di ogni ordine e grado di scuola.

Prove tanto discusse, soprattutto nella Scuola Primaria. Ci sono stati scioperi, presidi, flash mob, assemblee ecc.

Non entro nel merito della loro più o meno validità, leggo del boicottaggio che molti studenti, naturalmente delle scuole superiori, hanno fatto al grido “Valutati, non schedati!“.

Non condividendo né la natura, né lo scopo di tali test molti studenti si sono riifutati di compilarli, considerandoli un meccanismo di valutazione escludente al servizio solo della logica manageriale.

“Non si nega la necessità di una valutazione, ma si nega il mettere in classifica, generando competizione tra scuole e tra studenti svilendo la vera didattica, riducendola a semplice bagaglio nozionistico. Il tutto – continua Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – è inutile e dannoso ma soprattutto dispendioso. Sembra che siano costati la bellezza di 16 milioni di euro!”

Ma è su twitter che esplode l’ironia. Io adoro twitter e facendo un giro sull’hashtag #invalsi2014 o#invalsi ne ho trovate davvero di belle.

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