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Girl to Girl

Girl to Girl

Torno a scrivere dopo un periodo intenso di riprese attività di tutta la 5vmFamily.
Settembre di fuoco!

Torno a scrivere per il piacere di condividere con voi l’ultima lettura Girl to Girl della Giunti Editore, il primo titolo della collana Strettamente Personale rivolta ai preadolescenti dai 9/10 anni in su; un insieme di libri che affronta i problemi tipici dell’età in tono decisamente “amichevole”.

I libri che rispondono, come riportato nella collana, “alle prime domande sui cambiamenti, le emozioni e il mistero del crescere”.
Essere una ragazza nel pieno passaggio preadolescenziale non è per niente facile, soprattutto se non si ha qualcuno con cui confidarsi. Ed essere genitori di preadolescenti al giorno di oggi, lo è altrettanto, diciamocelo!
Girl to Girl è un manuale scritto in modo divertente, ma allo stesso tempo chiaro ed esauriente, con grafica accattivante, ricca di illustrazioni, sui vari cambiamenti che avvengono in questo delicato passaggio, allo scopo di fornire una conoscenza più consapevole dei diversi cambiamenti. Il tutto calibrato con il contributo di esperti nelle varie problematiche affrontate.

Tante testimonianze dalle dirette interessate.
Immagino la fortuna che l’autrice ha avuto nell’ascoltare le esperienze direttamente dalla voce delle protagoniste. Sarà che io, nonostante l’età, ho ancora vivo in me il periodo adolescenziale che leggere in maniera divertente di peli superflui, di tettone, di ciclo e di assorbenti interni non ho potuto non pensare alla fortuna che ha mia figlia 13nne nell’avere la possibilità di leggere un manualetto di questo genere, cosa impensabile ai ‘miei tempi’.
Mi sono rivista io a quell’età e ho piacevolmente constatato che i tempi non sono poi così cambiati per quanto riguarda le famose ‘crisi adolescenziali’ fatte di emozioni, turbamenti e pianti improvvisi!
Tornando al libro ho trovato molto interessanti le parti dedicate ai ‘Miti da sfatare’, su ogni argomento affrontato e i relativi consigli del ‘Fatti Furba’.
Un libro che consiglio a tutte le bambine dai 10 ai 12 anni e ai loro genitori, per aiutare le prime ad avere risposte che forse non oserebbero chiedere a nessuno, e ai secondi per riscoprire e rivivere emozioni di quegli anni, perché ricordandoli è più facile immedesimarci in questo passaggio della vita dei nostri figli così ricco e pieno di sconvolgenti e altrettanto fantastici cambiamenti.

 

Ci siamo

Direi che anche per C. è giunto il momento della pre-adolescenza.
Sarà che è la quarta figlia, ma a me sembra che  più si va avanti e più si anticipano i tempi.

La piccola di casa è sempre stata abituata a cavarsela da sola, avere tre fratelli più grandi ti costringe, soprattutto se quello più vicino a te ti tormenta ogni giorno, a tirare fuori energie e unghie per districarti da sola tra le insidie fraterne!

Di carattere è molto solare, generosa, altruista e sensibile, in una parola “creativa”, in tutti i sensi dal tirar fuori un’idea dal nulla al chiacchierare di continuo senza sosta.

A scuola non deve essere facile avere a che fare con lei, sempre tra le nuvole, super distratta a pensare alle sue idee e, naturalmente, gran chiacchierona!

Cosa è successo?
ha riportato una nota perché ha strappato un compito di un compagno.
Naturalmente c’è sempre una spiegazione a certi comportamenti, ed anche se la prof, dall’alto della sua istituzione non l’ha ascoltata per niente, come genitore mi sono preoccupata di capire cosa fosse successo.

Un compagno la stava infastidendo tirandogli pezzi di carta al suo banco, esausta ha preso il primo foglio sul banco del compagno e l’ha buttato nel cestino strappandolo, non sapendo che quello che aveva cestinato era un compito fatto in classe.

Naturalmente l’ho rimproverata cercando di farle capire che non si può far giustizia da soli anche se a ragione. Avrebbe dovuto rivolgersi all’adulto di turno per manifestare il comportamento  del compagno che la stava infastidendo.

Mi chiederete cosa c’entra tutto questo con l’ingresso nella preadolescenza?
Niente.

Il fatto grave, e connesso all’argomento, è che ha cercato di falsificare la firma sulla nota.

Non c’è riuscita e suo malgrado, cercando di nascondere questo suo tentativo riuscito malamente e  pertanto evidente, ci ha presentato la nota.

L’ho ridotta un pizzico, prima di ogni cosa c’è stata la sorpresa, poi la delusione e poi naturalmente il ridimensionamento del tutto.

Pertanto alla fine sull’uscio di casa, l’ho abbracciata forte, e lei si è sciolta in un pianto, le ho detto che era tutto a posto, che sta crescendo e che è abbastanza normale.

Con le lacrime agli occhi mi ha risposto che non è normale cercare di firmare al posto dei propri genitori e mi ha chiesto perdono.

Naturalmente l’ho abbracciata di nuovo e l’ho rassicurata ulteriormente che il mio “perdono” c’era, che sta crescendo, che i suoi fratelli l’hanno fatto prima di lei, ma che naturalmente non deve accadere di più e che deve fidarsi maggiormente dei suoi genitori!!!

Ora a mente fredda posso dire che sono contenta che sia successo ora, alla sua età, ancora fuori dalla logica della malizia, perché questo mi da la certezza che abbia capito che non c’è alcun bisogno di nascondere un problema, ma che lo stesso va affrontato e risolto senza aggirarlo.

Mi rimane l’amaro in bocca per il poco tempo che c’è stato per continuare a parlarne, ma soprattutto per farle capire che era tutto a posto, soprattutto pensando a quanto sia difficile trovare conforto, e comprensione dall’altra parte della barricata, ovvero dalla parte dei professori, che hanno tutta la mia comprensione, ma che spesso sono troppo attenti a che tutto “funzioni” alla perfezione per soffermarsi a capire i “perché” accadono certi fatti, perché non tutti i ragazzi sono uguali e qualcuno, sensibile come C., senza un genitore dietro a capire veramente la situazione, potrebbe reagire come quel bambino che si è tolto la vita a 12 anni per una delusione!

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/195054_si_uccide_a_12_anni_e_lascia_una_letteracari_genitori_non__colpa_vostra/