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Se non sono gigli…

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Non ho molto altro da aggiungere alle tante parole di indignazione dette e lette ieri da tutti. Quel che resta evidente è che sono solo parole.

È il momento di riflettere. Non si può restare indifferenti. Oggi lutto nazionale. Non possiamo più stare fermi, non basta indignarsi e piangere l’orrore dei barconi, che ci sprofonda nella vergogna, come ha ben detto Papa Francesco.

Che futuro stiamo preparando ai nostri figli? Che esempio di accoglienza, solidarietà, cum-passione, di unità stiamo dando? E non mi sto riferendo alla popolazione di Lampedusa che in queste giornate sta dimostrando, al mondo intero, cosa significhino veramente i valori di solidarietà, generosità e fratellanza, un esempio per tutti.

Dove sta l’Europa unita, solo utopia e sogno di filosofi e visionari?

L’immigrazione è un “problema” globale non può riguardare solo l’Italia in quanto porta del sud!

È qualcosa che va oltre e deve partire dalla questione culturare.

Oggi vorrei che in tutte le scuole superiori del nostro Paese si affrontasse il discorso dell’integrazione, si parlasse di quello che è successo ieri, dei sentimenti, dei pensieri che scaturisco dalla condizione di chi è costretto ad abbandonare la propria terra alla ricerca di una nuova Speranza.

Vorrei che gli zaini di questi nostri figli fossero pieni di giornali da leggere insieme, che le lezioni si fermassero per lasciare posto alla riflessione, al silenzio interiore e al dolore.

L’indifferenza è il male dei nostri tempi e purtroppo stiamo facendo crescere i nostri figli sotto questa bandiera.

Fermiamoci in tempo!

Ecco cosa si diceva agli inizi del Novecento di noi italiani

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Oggi un angelo è volato in cielo

Non ci sono molte altre parole da dire.

Una mamma oggi ha dovuto accompagnare il proprio figlio verso quella luce che si era spenta tempo fa.

Non credo possa esserci dolore più grande.

In silenzio ho acceso una candela.

Buon volo piccolo Luca, principe guerriero!!!