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Non tramonti il sole sopra la vostra ira

Lettera agli Efesini 4,26

Questo è sempre stato uno di quegli insegnamenti biblici che mi hanno accompagnato come amica, come compagna e come moglie.

Come amica qualche volta ho fallito, ma la difficoltà oggettiva di non vivere insieme ha creato uno spazio che in alcuni casi ha fatto la differenza.

Come moglie sono stata più coerente. Ho sempre cercato di rispondere a questo insegnamento e, pur non avendo avuto scontri così incolmabili i nostri occhi (miei e di Maurizio) si sono chiusi tutte le notti sempre con la quiete nel cuore.

Ma il problema è cominciato a sorgere quando sono diventata madre. Non subito naturalmente, ma con i primi scontri con i figli adolescenti devo dire che è stata dura rimanere fedeli a questo insegnamento.

Quando capitano alcuni scontri mi sforzo e faccio fatica ma alla  fine cerco di dare sempre la buonanotte con un sorriso. Ma il ribollire dentro non mi fa poi dormire sonni tranquilli.

E’ anche capitato però, raramente per fortuna, che non riuscissi poi a fingere così tanto e quindi quel “buonanotte” non c’è stato. Inutile sperare che possa arrivare per primo dai figli!

Non sono stata poi così male, peggio molto peggio quando quel buonanotte dato non  era sincero al 100%.  Questo non vuol dire che io non creda ciecamente in questo insegnamento, ma che non sempre si può essere all’altezza di ogni occasione, non sono infallibile e anche questi episodi mi aiutano ad accettarmi con le mie imperfezioni.

E trovo comunque che sia molto più attinente in un rapporto di coppia che in un rapporto con i figli dove a volte una notte intera di “riflessione” può essere d’aiuto nel cominciare il nuovo giorno con un nuovo e più sincero sorriso!

La fiducia è una cosa seria

…..citava un vecchio slogan pubblicitario!!

Il punto in questione riguarda la vacanza studio della prossima estate.

V.: – Quest’anno mamma non mi iscrivere perché non partirò! –

Mi domando perché togliersi una opportunità di viaggiare, di conoscere, di parlare un’altra lingua, di divertirsi, per la paura di ritrovarsi qualche problemino con il fidanzato.

La fiducia, il saper contare sull’altro è un fatto serio, non lo metto indubbio, ma non capisco perché la maggioranza di questi adolescenti ne è privo.

Non credo c’entri l’età, io alla sua ero già strafidanzata con M. e non ci siamo mai posti questioni del genere. L’amore che si provava l’uno per l’altro non era messo in discussione. E per tre anni lui è andato a lavorare a Londra, d’estate, come cameriere per imparare la lingua per ben due mesi!!!

Non esistevano neanche i cellulari si telefonava dalle cabine (perché da casa era troppo costoso) racimolando gettoni e non tutti i giorni naturalmente!!! Ci si dava appuntamento telefonico e si aspettava!

Mai pensato che fossero occasioni per fare altro, o meglio le occasioni c’erano sempre  e comunque, ma bastava arginarle in tempo per trasformarle in opportunità di amicizia!!! Ancora oggi M. sente amici e amiche conosciute in quegli anni, oggi molto più di ieri grazie alle teconologie internet!

Il rischio era contemplato, ma in questo modo si cresceva “forti” e felici senza rimpianti e senza la paura, insita in chi “rinuncia”, di rinfacciare un domani .

Mi sfugge qualcosa nei ragazzi di oggi preoccupati di instaurare rapporti morbosi, tu ed io, io e tu, esclusivi, e non solo in amore, o almeno è quello che vedo nei miei figli.

Lo so pretendo troppo è questo il problema. Ma mi dispiace vederla soffrire e questo suo amore (il primo grande amore, me ne rendo conto) non può avere “futuro” se non cambiano il loro modo di viversi (e se dovesse avere futuro con queste modalità sarebbe un tormento!!!)

Perché me ne preoccupo allora?

La risposta è ovvia, perché sono la sua mamma!

Svegliarsi!!!

Nel frattempo cosa fa una mamma, che sa che non deve interferire troppo nella vita privata dei propri figli, ma che in quanto mamma non può tacere?

Aspetta con coraggio, perché ci vuole coraggio a tacere certe volte, poi cerca di trovare il momento opportuno per esprimere il proprio pensiero prendendolo mooolto alla larga, portando solo esempi in prima persona e nel citare i massimi sistemi ci infila qualche spunto di riflessione più diretto e concreto senza però lasciare spazio ad una eventuale risposta.

Finisce il tutto con un forte abbraccio e frasi del tipo:

– mamma ci sarà sempre –

Non garantisco sia la miglior ricetta ma spesso funziona come stimolo di riflessione e il semino è gettato.

I frutti arriveranno sicuramente, tutto sta ad aspettare il tempo di maturazione!!!!

Adorabile Yuyu

Yuyu, non so se già l’ho detto da qualche parte, ha compiuto 3 anni a settembre e da quando è nato ha un amore sviscerato per suo padre,  io NON esisto (quasi).

Va be dopo 5 figli mi godo anche questo senza troppa gelosia!

Detto ciò domenica avevamo un po’ di amici a casa, eravamo seduti e lui in mezzo a noi su un panchetto senza braccioli né schienale, Maurizio su una poltroncina vicino a lui.

Arrivo e l’unico posto diciamo libero è sul panchetto (che è a due posti) vicino a lui, faccio per sedermi ma mi rendo conto che in quel modo gli tolgo la visuale dal padre frapponendomi appunto fra lui e Maurizio e quindi faccio un gesto a Maurizio invitandolo ad alzarsi e a mettersi vicino a Yuyu ed io al suo posto.

yuyu: “no mamma stai qui, siediti vicino a me”

ED IO IN QUEL MOMENTO CROGIOLANDOMI CON GIOIA A CIO’ E MAURIZIO A BOCCA APERTA QUASI MERAVIGLIATO MA FELICE PER ME………

polly: “bello amore mio, mi vuoi vicino allora!!!”

yuyu: “no mamma è che sulla sedia papà sta più comodo”!

Scialla mamma

Non ci siamo viste per tutto il giorno, la mattina lei a scuola, il pomeriggio io a scuola, quando torno lei non c’è, è uscita e così quando rientra mi viene naturale chiederle:

mamma: Ciao tesoro, come stai?  Come hai passato la giornata?

figlia: Bene, siamo stati a Ponte Milvio, stiamo ancora insieme ma presto ci lasceremo, ma scialla mamma!!!

Esempio di tipica comunicazione breve ed essenziale.

Questione di punti di vista.

Ce la farò?

mamma: – Giugiu sono al negozio di sport, oltre ai parastinchi ti serve altro? –
Giugiu: – Mamma lascia stare per ora, stai tornando a casa? Ti devo parlare. –

E così mi ha comunicato che non vuole continuare la prova di rugby che ha già capito che non è lo sport per lui.

Santa pazienza credo che non arriverò neanche a Natale!