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Storie di piccoli malati: braccialetti rossi

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Ieri mattina ho accompagnato il figlio diciassettenne all’Auditorium. Aveva appuntamento con la classe ed una prof per una proiezione poco chiara, almeno a lui, visto che non ha saputo dirmi di cosa si sarebbe trattato.
Ho pensato a qualche concerto di Natale!
Davanti all’auditorium una gran folla di adolescenti di varie scuole di Roma! 
Bene uscire dalle mura scolastiche per andare in un vero teatro assaporando quell’atmosfera unica che si respira in un posto del genere non può che essere comunque una bella esperienza.

Torna e racconta entusiasta di aver assistito ad una prima di una fiction che andrà in onda su RaiUno a partire da gennaio. Lì per lì, sono sincera, mi ha disturbato e non poco la questione, ma come non mi accenni alla morte di Mandela ma mi porti un’intera classe a vedere un fiction italiana? A quale scopo se non per accattivarsi un futuro pubblico e assicurarsi così una certa audience? 
Il suo entusiasmo mi ha fermato questi brutti pensieri e ho voluto approfondire.

La serie è questa qui Braccialetti rossi storie di piccoli malati.
Giacomo Campiotti sta girando questa serie come “Inno alla speranza“. Il regista racconta: 

“La società nasconde la malattia, dobbiamo essere perfetti, vincenti. La nostra è una storia di amicizia e speranza che vede protagonisti bambini e adolescenti malati. Non è ricattatoria, è ricattatorio porre dei tabù. È una favola con sei ragazzi uniti nella stessa battaglia, guarire. Perché la vita è più forte di tutto: i genitori hanno paura delle parole, i ragazzi chiamano le cose col loro nome. I braccialetti che indossano sono il loro segno distintivo”.

Se mio figlio ne è rimasto entusiasta allora vuol dire che ha colpito nel segno. È una storia che parla agli adolescenti, ai ragazzi nel pieno della loro vita, quando si pensa di essere invincibili, quando i pensieri non contemplano quelle ‘sfumature’ che fanno parte della vita come la malattia, la sofferenza, la morte. Anche questi sei ragazzi hanno sogni, utopie, angosce, amori, illusioni, come tutti gli adolescenti.
Solo che tutta questa vita è racchiusa in un posto dove si può morire’.

Aspetterò gennaio per vedere insieme ai miei figli questa fiction, sperando che sia davvero all’altezza della presentazione, che sia uno spaccato reale, vero, senza nessun filtro, pur con tutte le licenze poetice e romantiche che una fiction, fatta bene sa dare.
Questi ragazzi hanno bisogno di tornare con i piedi per terra, pur mantenendo sempre lo stupore tipico dell’età.

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it

La vita è una

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Io lo ricordo il blog di questa splendida ragazza. I suoi desideri da realizzare prima della sua morte.
Mi colpirono molto. Qualche giorno fa è morta stroncata da questa rara malattia, riuscendo però a realizzare tutti i suoi desideri.

Qui il mio ricordo

Oggi un angelo è volato in cielo

Non ci sono molte altre parole da dire.

Una mamma oggi ha dovuto accompagnare il proprio figlio verso quella luce che si era spenta tempo fa.

Non credo possa esserci dolore più grande.

In silenzio ho acceso una candela.

Buon volo piccolo Luca, principe guerriero!!!