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Storia di una ladra di libri – recensione

 

La trama:

Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.

Storia di una ladra di libri è un libro straordinario. Il tema dell'olocausto è affrontato non direttamente da chi lo ha vissuto, subìto, ma dalla prospettiva di coloro che lo hanno vissuto indirettamente, delle persone comuni, dai 'non perseguitati'.

La Morte, vera protagonista del libro, sembra quasi avere dei sentimenti, anche essa, come gli altri, è vittima, vittima di una follia in cui ogni giorno si vive morendo. Se l'uomo ha paura della Morte, ci si domanda cosa provi la Morte nel raccogliere un'anima innocente?

È lei che ci racconta la storia di Liesel e tutto l'intreccio emotivo che vive insieme agli altri protagonisti: storie di amicizia, compassione, bontà, amore (quel bacio mai dato in vita!!!!!!), disponibilità e sacrificio.

Anche di istinto, istinto ad aiutare le persone sofferenti e il tutto con grande poeticità.

Insomma questa estate non fatela passare senza lasciarvi avvolgere da questo grande romanzo!!!

Bello, bello, bello

Una lettura per tutti a partire dai 13 anni

Una sottile linea rosa – recensione

 

Confesso ho comprato Una sottile linea rosa di Annalisa Strada su consiglio di Federica Pizzi, per mia figlia 14nne.

Io l'ho divorato in un paio di giorni e poi l'ho passato a mia figlia che sta davvero iniziando ad essere una lettrice incallita e appassionata.

Per dirvi ieri eravamo al porto di Anzio per una passeggiata serale e dopo aver comprato un libro ciascuno, per me, per lei e per il piccolo tutti e due hanno esclamato:

ed ora subito a casa a leggere!

Ha i suoi gusti, dopo essersi appassionata ad Harry Potter e aver finito tutti e sette i libri è passata alla saga di Hunger Games, alle Cronache di Narnia ed ora alle avventure di Percy Jackon.

Nel framezzo qualche lettura diversa: Storia di una ladra di libri – che sto leggendo anche io appassionatamente presto lo recensirò – e appunto Una sottile linea rosa, Premio Andersen 2014 come miglior libro oltre i 15 anni (meritatissimo).

Potete immaginare che non sia proprio nei suoi gusti ma le è piaciuto e maggiornente apprezzato soprattutto dopo aver conosciuto Annalisa Strada a Rimini a Mare di Libri, una Sciura Strada davvero unica come del resto le avventure di Gatto di Merda (e qui solo chi sta su fb ed è sua 'amica' può capire).

Dalla seconda di copertina

Perla è una ragazza sportiva. La sua prima e unica passione è la corsa e le riesce anche molto bene. Ha un'amica carissima, Allegra, con cui condivide gioie, dolori e chili di gelato. E ha una strana reazione ogni volta che incontra Cesare, un ragazzo poco più grande di lei anche lui impegnato nell'atletica agonistica. Una sera, alla Festa dello Sport, complice l'alcol a cui Perla non è abituata, la ragazza si trova per la prima volta al centro dell'attenzione di Cesare. Troppo. Giorni dopo scopre di essere incinta e scopre che la sua spensieratezza potrebbe finire così. Che cosa fare?

A partire dai 15 anni.

 

 

 

Non sono una bambola – recensione

 

Non avrei mai creduto di appassionarmi così tanto alla storia di Lucrezia e della sua famiglia! Ho iniziato ieri la lettura di questo libro e oggi l'ho già finito!

Lettura piacevole, scorrevole, a tratti emozionante da lacrimuccia (è che sono una inguaribile romantica e forse non sono mai realmente cresciuta!)

Insomma Non sono una bambola di Gigliola Alvisi – altro libro che arriva dritto da Mare di Libri – mi ha davvero fatto fantasticare come quando io avevo 13 anni.

Dalla seconda di copertina:

Lucrezia ha tredici anni e vive nella Famiglia Perfetta. Ha genitori bellissimi e affettuosi, una tata premusora e amorevole, una vita ordinata e regolare. Ma le cose cambiano in fretta quando la madre viene ricoverata in ospedale per una gravidanza a rischio, il padre deve recarsi a Bruxelles per lavoro e la tata si trova in Francia per riabbracciare la propria famiglia. Così la ragazza parte per la Puglia, dove si prende cura di lei una zia di cui neanche conosceva l'esistenza, una zia che vive con il marito e quattro figli maschi, il maggiore dei quali, Alfonso, la tratta con una freddezza e un'ostilità ingiustificate, legate a un passato che il padre sembra averle nascosto.

Nel nuovo ambiente, dove tutto è imprevedibile e le sue abitudini vengono stravolte, Lucrezia deve trovare un equilibrio, far luce sul segreto che ha separato la sua famiglia da quella della zia e soprattutto difendere la sua identità da chi di lei vede solo la straordinaria bellezza, e la considera un trofeo da conquistare con qualsiasi mezzo, anche quelli più ignobili.”

Lettura consigliata a partire dai 12 anni, se poi femmine ancora meglio!

Ma avrete capito che l'età non è questione anagrafica!

 

Oh freedom: la recensione

 

Avevo già scritto che da Mare di Libri siamo tornate, io e mia figlia, cariche di letture per questa estate. Amo i libri cosiddetti per ragazzi – ma che sanno parlare benissimo anche a noi genitori –

Oggi vi parlo di Oh freedom di Francesco D’Adamo.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e partecipare ad un incontro in quel di Rimini, parlando di libertà, di schiavitù di ogni genere e di ottima musica.

Dalla seconda di copertina:

“Il piccolo Tommy lavora con i genitori schiavi in una piantagione di cotone e sogna un’impossibile libertà.

Una sera alle capanne degli schiavi arriva un uomo, sembra un vagabondo; si fa chiamare Peg Leg Joe e porta a tracolla un buffo strumento che sembra una zucca con il manico lungo.

Ma non è una zucca è un banjo: dopo cena l’uomo, accompagnato conl buffo strumento, canta delle canzoni come quelle che Tommy sente eseguire in chiesa durante le funzioni.

Una di queste dice:

Quando il sole ritorna

Al primo verso della quaglia

Segui il Mestolino

Perché il vecchio ti aspetta

Per condurti alla libertà

Segui il Mestolino

Questa non è solo una canzone” – spiega Peg Leg Joe al piccolo Tommy quella notte stessa – “Questi versi contengono un codice segreto. E una mappa.”

“Una mappa?”

“La mappa che indica la strada per la libertà. Seguendo il Mestolino (la stella polare) arriveremo in un lontano paese, a nord, che si chiama Canada. E lì saremo tutti liberi”.

Una lettura fluida, una fuga tutto sommato ‘facile’ per i nostri protagonisti (del resto è un libro consigliato a partire dai 10 anni), non si avverte mai il pathos di un possibile risvolto negativo, ma già la vita ha i suoi ostacoli e le sue schiavitù così ben articolate e invisibili che un lieto fine è proprio ciò di cui abbiamo bisogno!

A partire dai 10 anni.

 

 

 

 

Sei come sei recensione

 

Ho scelto di leggere il libro della Mazzucco dopo la polemica che ne è seguita alzata da un gruppo di genitori di un famoso e storico liceo classico di Roma, Il 'Giulio Cesare', contro alcuni professori che avevano dato un compito ai loro studenti, legato alla lettura di questo libro: Sei come sei” della Mazzucco.

Come sono solita fare leggo, ascolto, mi informo ma poi vado alle origini per farmi una idea mia, e così ho letto il libro in questione.

Preciso che il tutto nasce da un'unica pagina, dell'intero libro, in cui viene descritto un rapporto orale omosessuale.

È la storia dell'amore di due padri per la loro figlia Eva.

Direttamente dalla pagina dell'Editore:

Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, Sei come sei narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

Una bellissima storia di amore, l'amore di un padre e di una figlia che, separati dalla vita, si cercano e si ritrovano: una lettura piacevole, scorrevole e armonica. Non ha pretese di giudicare o di stabilire dove sia il giusto e sbagliato.

Per una pagina effettivamente 'forte', giudicare tutta una storia così ben costruita mi è sembrato davvero esagerato. L'ho letto con facilità e con curiosità di arrivare fino in fondo. Un certo buonismo effettivamente aleggia in tutto il romanzo, ma non disturba più di tanto.

Mi è piaciuto e lo consiglierei anche ai miei figli se avessero voglia di leggere storie diverse dai loro gusti. E se glielo avessero dato come compito non ci avrei trovato nulla da ridire.

Condivido comunque il pensiero che ho letto di molti genitori, anche tra quelli che hanno sollevato qualche dubbio, che su certi argomenti quali la 'sesualità' ci debba essere un progetto condiviso con le famiglie.

Sono convinta che la scuola debba si informare ma non dettare le regole, penso che certi argomenti – con specifici valori educativi – spettino principalmente alle famiglie.

La scuola deve affiancare ma non sostituirsi, ma tutto questo non c'entra con la lettura di questo libro che, tra l'altro come dicevo, non ha nessuna pretesa di giudicare cosa sia giusto o sbagliato. Si racconta una storia vera, e da questa storia di amore, ribadiamolo, si possono trovare tantissimi spunti per affrontare, con i ragazzi, i problemi legati all'omofobia.

Il problema reale è che esistono estremisti di vario genere che non aspettano altro che cavalcare certi accadimenti per creare scompiglio alimentando di fatto le problematiche che, secondo loro, vorrebbero difendere. Qui si che c'è una verità giusta e una sbagliata. Ripeto, a me il libro è piaciuto molto e lo trovo una ottima fonte di riflessione, visto il suo approccio aperto e non “giudicativo”; non è un vangelo, ma una base per riflettere su un sacco di argomenti che stanno a cuore ai ragazzi (…e non solo a loro).

Avendo letto il libro, solo ora mi sento autorizzata ad esprimere un giudizio su tutte le polemiche sollevate da qualcuno: mi spiace, ma le trovo arroganti, pretestuose e, soprattutto ignoranti. Per quello che vedo, tra i non pochi giovani che mi trovo a frequentare per motivi familiari e professionali, direi che i temi non sono traumatici: genitori iperprotettivi, non pensate che in tempi di Internet e connessioni sempre aperte i ragazzi si possano turbare per quanto è descritto nel libro, peraltro in una sola scena un po' cruda ma comunque descritta in modo soggettivo e abbastanza delicato, da un punto di vista emotivo, e assai poco “erotico”. E se la scuola deve servire a crescere, ben vengano degli input che mostrano che ciò che leggiamo fa parte della vita, e non è uno sterile sfoggio di cultura; ecco, questo è veramente immorale e inutile, questo è quello che va combattuto. Sono un po' talebana? E vabbè, mi dispiace ma stavolta ci sta tutto.

Meditate, gente, meditate!

Ps:

forse, e proprio tirandola per i capelli, una critica ai professori che hanno proposto questo libro posso farla: non sarebbe stato del tutto sbagliato informare i genitori prima di consigliare il testo ai ragazzi. Ma forse hanno solo sopravvalutato i genitori e le loro capacita' di giudizio…

 

 

Reportage fotografico: Mare di Libri

Non ci sono tante foto con gli incontri con gli autori perché era difficile fotografare senza che comparissero minori!

Sono un assaggio delle tanti aventi a cui abbiamo partecipato e dei tanti posti visitati, mi fanno ancora male i piedi!!!!!