Tag: figlio

Un regalo ‘inatteso’

20131022-170522.jpg
Non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno, semmai ho tanta voglia di imparare ancora tanto io, soprattutto in relazione al mio essere 5voltemamma.
Spesso mi sento dire che avendo avuto 5 figli dovrei saperne di cose. Probabile pure che le sappia, ma tra il saperle e il metterle in pratica c’è un abisso.
La solita storia del divario tra teoria e pratica.
Metteteci pure una certa, e molte le dimentico pure. Non ricordo il primo dentino di nessun figlio, (nessun dentino come feticcio conservato); non ricordo del primo malanno, del primo giorno di scuola (nessuna foto a testimoniarla, o meglio nessuna foto conservata da tirar fuori all’occasione, piuttosto sparsa chissà dove); nessuna scatola dei ricordi per ogni figlio…e potrei continuare ancora per molto.

Certe volte sento la mancanza di queste piccole memorie, vedo le mamme moderne (perché un po’ vecchia mi ci sento) super organizzatissime sotto tutti i punti, ed io mi perdo.
Mi perdo e non so per quale motivo: stanchezza, inadeguatezza, superficialità…..
Allora faccio tanti buoni propositi che si dissolvono subito come fumo nell’aria.

Dovrei spegnere la comunicazione 2.0 e affacciarmi di più sul mondo reale.
Perché è sempre tutto perfetto leggendo, eppure caspita possibile che solo io non lo sia?
Anche chi sotto mentite spoglie dell’imperfezione in realtà cela una super organizzazione famigliare che non lascia spazio all’improvvisazione.

Giuro che ci provo ad organizzarmi; tante volte mi dico adesso arrivo a casa e mi butto sul tappeto a giocare con Yuyu, oppure faccio tanti dolcetti con l’aiuto di figlia 4, per poi finire a dirmi -si tra un po’ faccio tutto- per poi non fare nulla!

È che quando tutto questo, più o meno e bene o male, si è fatto in passato con i figli ormai grandi, ricominciare è dura. I sensi di colpa che mi assalgono sono proprio nei confronti del mio essere mamma verso il piccolo (quando diventano grandi poi cambia tutto, ma questa è un’altra storia).
Poi però sulla bilancia contrappongo 4 fratelli maggiori che a turno un po’ se lo coccolano (anche qui con le dovute differenze di stile e di quantità…), metto sulla bilancia la sua capacità di sapersela cavare da solo rispetto ai fratelli alla sua età.

20131022-171050.jpg
Lui, come ho letto sul blog di Mamma Imperfetta (mai nome fu appropriato) è il figlio ‘inatteso’ quello venuto a sconvolgere le nostre vite. Il figlio avuto in tarda età che ha dato un senso nuovo al mio essere mamma. Ho scoperto che una gravidanza da ‘matura’ (se a 30 anni ero primipara attempata non oso immaginare come sono stata classifica a 44 anni!) è una emozione fortissima e viverla è stato il più bel regalo che potessi fare a me e a tutta la mia famiglia!

Domandare è lecito

 

Si dice domandare è lecito, rispondere è cortesia. Diciamocelo però ci sono domande talmente sciocche che non meritano nessuna ‘cortesia’.
È quello che mi è capitato un giorno in una sala di aspetto.

Si inizia a chiacchierare del più e del meno, si arriva, come sempre accade quando si ha davanti una mamma, a parlare di figli, delle varie età, di crescita, di educazione e via dicendo. Quando poi pensi che il ‘dialogo’ forzato sia finito (e non perché non ami parlare e scambiare opinioni con chiunque) arriva LA domanda, quella che non ti aspetteresti e comprendi perché stavi ritenendo quella conversazione una forzatura: cosa faresti se tuo figlio fosse gay? Credo di aver fatto finta di niente facendomi distrarre dal figlio piccolo intento a giocare nell’attesa.
Ho preso spunto però da quella domanda per ragionare con me stessa cercando di capire perché la ritenessi sciocca. In effetti posta in quel modo ha poco senso ragionarci sopra. Invece se mi avesse domandato ‘come ti sentiresti’ e non ‘cosa faresti’ ecco, lì qualcosa da dire l’avrei avuta.

Ne parlo qui sulla mia ribrica LNM

Punti di vista

Vedere dall’esterno una situazione ed averne chiari i meccanismi a volte aiuta. Ma non ci si può riuscire da soli. Occorre davvero qualcuno che ti parli per affetto e ti faccia capire che stai sbagliando. 

Il muro a muro, che ho sempre detestato, non può funzionare ed io ne sono consapevole, ma inconsciamente era quello che stavo adottando con G.  Per cui ringrazio la nostra tata, che ormai è una grande amica che mi ha aiutato a vedere attraverso i suoi occhi gli effetti devastanti di questo mio atteggiamento, dettato dalla preoccupazione e dal troppo amore, naturalmente, ma che stava portando alla deriva il rapporto con mio figlio. 

Sono convinta che la conseguenza delle proprie azioni sia più che sufficiente come ‘punizione’ al proprio agire, o meglio al non agire (studiare).

Non serve altro, se si è convinti che la semina comunque c’è stata non sempre predicozzi, punizioni, divieti e quanto altro sono la soluzione migliore. Questo è il mio pensiero e nessuno mi convincerà del contrario, come scrivevo nel blog di diemme.

Mio figlio è stato bocciato perché non ha studiato punto. Ha raccolto quanto ha seminato ossia nulla, non sarà un mio divieto punitivo a renderlo consapevole di ciò, più di ripetere l’anno in una classe diversa, in una scuola diversa ricominciando da “bollato” come bocciato!

Il mio compito ora non è “punirlo” più di quanto comunque sarà, ma renderlo consapevole delle sue capacità che non ha saputo sfruttare, e dargli quella fiducia in se stesso che lo renda consapevole di tutto ciò per evitare di ripetere gli stessi errori in futuro.

Non è allontanandolo con un muro che lo renderò autonomo e maturo!

Adorabile Yuyu

Yuyu, non so se già l’ho detto da qualche parte, ha compiuto 3 anni a settembre e da quando è nato ha un amore sviscerato per suo padre,  io NON esisto (quasi).

Va be dopo 5 figli mi godo anche questo senza troppa gelosia!

Detto ciò domenica avevamo un po’ di amici a casa, eravamo seduti e lui in mezzo a noi su un panchetto senza braccioli né schienale, Maurizio su una poltroncina vicino a lui.

Arrivo e l’unico posto diciamo libero è sul panchetto (che è a due posti) vicino a lui, faccio per sedermi ma mi rendo conto che in quel modo gli tolgo la visuale dal padre frapponendomi appunto fra lui e Maurizio e quindi faccio un gesto a Maurizio invitandolo ad alzarsi e a mettersi vicino a Yuyu ed io al suo posto.

yuyu: “no mamma stai qui, siediti vicino a me”

ED IO IN QUEL MOMENTO CROGIOLANDOMI CON GIOIA A CIO’ E MAURIZIO A BOCCA APERTA QUASI MERAVIGLIATO MA FELICE PER ME………

polly: “bello amore mio, mi vuoi vicino allora!!!”

yuyu: “no mamma è che sulla sedia papà sta più comodo”!