Tag: famiglia

L’estate sta finendo

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Citando una canzone dei miei tempi ‘L’estate sta finendo‘… e con lei anche il periodo di pausa che mi son presa dal blog.

Ciclicamente ho bisogno di staccare, anche se mi rendo conto che un blog per essere ‘vivo’ ha bisogno di continuità.
Ma il mio essere ‘fuori tempo‘, o meglio preferisco pensare il mio essere troppo in anticipo sui tempi, insieme all’età che avanza, mi pone al di fuori del ‘mercato’ bloggeresco di chi ha bisogno di ‘esserci’ sempre per “esistere” (cosa che invidio fortemente sia chiaro)!

Per ora mi godo gli ultimi sprazzi di tramonto sul mare, con un pezzo di famiglia perché è superfluo dirvi che quando i figli crescono stare tutti insieme appassionatamente diventa il sogno proibito di un genitore!

Ho parecchie cose da raccontare.
Piano piano, scialla scialla lo farò.

L’albero genealogico: i 5vmFamily

 

albero genealogico
Eccoci tutti qui visti con la matita attenta del piccolo di casa!

 

Parenti, amici o serpenti?

 

Riflettevo sull'importanza che ricopre la mia famiglia nella mia vita. Una volta per famiglia si intendava non solo il proprio nucleo ristretto, ma una schiera di parenti che comprendeva nonni, sorelle, zii, cugini….

Io sono cresciuta con i miei cugini, ma fino ad una certa età, dopo di che le nostre strade si son separate e neanche troppo bene direi, per questione legate ai nostri genitori. Succede e non troppo spesso purtroppo!

Poi tu cresci e in qualche modo hai delle frequentazioni che tengono conto dei problemi che una giovane coppia con bambini piccoli ha. Fai così crecere i tuoi figli con i figli dei tuoi amici e con i cugini e fino ad un certo punto tutto fila liscio, perché a gestire i rapporti ci sei sempre tu adulto.

E quando diventano grandi abbastanza da gestire loro le proprie amicizie ecco che quello che speravi diventasse normalità si sgretola. Non puoi farci molto. Ed è giusto che sia così.

Il problema sorge quando la frequentazione si interrompe bruscamente per litigi (più o meno motivati, ma si sa che la percezione di un problema, da adulti vaccinati come noi genitori, ha una valenza diversa) magari tra “cugini”, veri o acquisiti. La difficoltà poi diventa anche di noi genitori.

Che cosa attenderci? Che il tempo guarisca, che la maturità che si acquisisce crescendo riporti una 'normalità' di rapporti. Bisogna solo sperare che la distanza che separa il distacco con l'ipotetico riavvicinamento non sia così sproporzionato da rendere difficile qualsiasi soluzione.

Perché a volte si fa prima a dimenticare, andare oltre che provare a ricucire uno strappo (soprattutto quando si è molto 'amato').

 

Una domenica qualunque

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Una bella domenica di sole datata 3 novembre non poteva cominciare con i compiti del piccolo. Mentre tutto il resto di casa tace, il sabato sera per i grandi si sa è serata/nottata di divertimento (della serie se non ora quando?) la domenica quindi si recupera abbondantemente. Non che non mi piacerebbe recuperare anche a me, e non per la nottata del sabato sera, ma per l’intera settimana passata!
Certe volte vorrei proprio evitare, e rimanere a poltrire nel letto aspettando l’arrivo di un buon caffè (e qualche volta accade pure diciamola tutta la verità) ma alla fine trovarmi qui accanto a lui e vedere i suoi progressi, la sua lettura che ogni volta aumenta di fluidità, la sua fiducia riposta in me, mi ripaga della fatica di essermi alzata (va be dai in fondo sono le 9.00!).

I nonni come gli angeli custodi

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Oggi è la festa cristiana degli angeli custodi, e guarda caso hanno fatto coincidere questa ricorrenza con la festa dei nonni.
Non è un caso a mio avviso, i nonni qualche volta sono davvero degli angeli custodi!
Vero che i nonni sono i nostri genitori, e quindi, molto peggio i genitori di tuo marito, ossia TUA S U O C E R A, ma quello che conta, e che non dobbiamo mai dimenticare, sono i nonni per i nostri figli.
Io amo i nonni che sanno coccolare, viziare, che si lasciano fare tutto dai più piccoli, e soprattutto i nonni che sanno sempre sorridere alle birichinate dei bambini.
Amo meno i nonni che vogliono educare al posto dei genitori, i nonni musoni che non sanno fare un sorriso o peggio che sono intolleranti ai giovani. Quanti vecchietti non sopportano i chiassosi adolescenti di oggi! Certo, i ragazzi non sempre aiutano ad avere una buona oponione di loro, ma sono convinta che debba essere sempre il più “anziano” ad andare verso il più giovane, in ogni situazione e qualunque sia la differenza in termini di anni. Non esiste un diritto generazionale acquisito in virtù dell’età.
Di certo dobbiamo essere noi genitori a trasmettere l’amore per i nonni ai nostri figli, dobbiamo essere noi per primi a considerare i nonni come un patrimonio di ricchezza immensa da preservare e custodire!
Non è un compito facile scindere la nonna con la suocera, soprattutto se essa è LA (classica) SUOCERA.
Ma, dopo alcuni anni passati in trincea, si capisce che è meglio allearsi con il ‘nemico’, ci si arrabbia di meno e si prende il meglio della situazione.
Provare per credere!

Il riposo ci fa liberi

20130728-100045.jpgE’ una riflessione che sto facendo da un po’ di tempo a questa parte. Ciò che dà senso ad una settimana tutta uguale, lavorativamente e scolasticamente parlando, è proprio il giorno di festa. Se non ci fosse il giorno di festa, tutti i giorni sarebbero davvero uguali. E’ questo giorno che rende gli altri comunque speciali (“Il sabato del villaggio” ne è un esempio). Nel nostro caso parliamo della domenica. Lasciando fuori l’aspetto religioso, peraltro fondamentale per chi ha fede, io credo che stiamo perdendo il senso della festa come, cito la nostra Cassazione, che definisce la domenica “il giorno abitualmente destinato al soddisfacimento di bisogni di vita familiare e sociale”.

Senza dibattere sui lavori socialmente utili, che necessitano di essere attivi 24h su 24h (medici, infermieri, polizia ecc.) certo è che il senso della festa intesa proprio come riposo non solo fisico, ma mentale aiutato dagli affetti a cui dedicare questa giornata che siano famigliari o meno, sta piano piano scomparendo in nome di una modernità che ci deriva da una vita socialmente frenetica di questi ultimi decenni. Giusto poter trovare ogni domenica aperto qualsiasi tipo di negozio, per essere al passo con gli altri Paesi Europei, per essere metropoli attive, io stessa amo andare (ogni tanto) nei centri commerciali senza avere i minuti contati dai ritmi lavorativi, magari anche a qualsiasi ora del giorno e della notte se si potesse, ma quando metto sulla bilancia il peso di quello che forse questo correre verso il futuro mi sta facendo perdere, faccio un passo indietro, ma non tanto per me che comunque ho un passato a cui ricorrere per dare memoria a quello che è stato un tempo, quanto per i miei figli, per le future generazione che mi rendo conto non conoscono affatto il senso del sacro e del profano, filosoficamente parlando.

Poi mi dico che il mondo non può fermarsi, ma poi nello stesso identico modo mi chiedo ma perché no.
Certo è che l’andare sempre avanti come in un viaggio dentro un pullman con i finestrini chiusi e le tendine abbassate, a preoccuparci di quanto tempo impiegheremo per arrivare, ci condurrà, sicuramente alla mèta del nostro viaggio, ma non ci farà gustare quello che di bello si potrebbe vedere/vivere durante il viaggio. Non sempre ciò che conta è l’arrivo, spesso è più importante quello che si vive nel mentre, anzi dirò di più qualche volta si vivono così tante esperienze durante un cammino che arrivare a destinazione diventa solo il momento in cui finirà la parte più bella del viaggio e allora, forse solo allora ha senso (imparare a) rallentare.