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Domeniche di autunno

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È iniziata l’era dei ricordi rivissuti attraverso i figli.
Questa è la piacevole sensazione provata oggi, primo vero giorno di autunno con tanto di ora legale a dare ancor più sapore a questa stagione lievemente malinconica che sancisce la fine di quella bella appena trascorsa.

Cosa ha scatenato in me questa sensazione? La gita fuori porta, e precisamente ad Anguillara, che mia figlia grande si è programmata con i nuovi amici di università.

Ecco che riaffiorano i ricordi di me ventenne programmare davanti la parrocchia dove andare in una domenica di autunno, ad una fraschetta ai Castelli, un giro al lago di Nemi, a cogliere castagne nei boschi, una bomba a Nettuno?

E via con gli amici appena patentati, con le macchine dei genitori partire e sentirsi improvvisamente grandi.

Mano nella mano passeggiare con il fidanzato tra gli amici, con la prima sciarpa al collo e gli stivali nuovi.

Piccoli ricordi, grandi emozioni, nostalgia per una età che naturalmente non tornerà più.
Ma la nostalgia fa subito posto a quel tipico sentimento ‘mammesco’ che è veder crescere i propri figli con la semplicità della vita quotidiana fatta di amicizie, di gioia di vivere la propria gioventù, di amore.

Il salto per lei è fatto.
Buon viaggio figlia mia, non sempre sarà facile ma nelle salite dure troverai se vuoi anche la mia di mano a sorreggerti anche se sono certa non ne avrai bisogno.

Le stagioni come metafora della vita: la Primavera

Sono in ritardo per parlare della primavera la mia stagione preferita. Ma il lungo inverno di questo anno ha rallentato tutto, per cui riprendo un mio pensiero di qualche tempo fa e lo riporto così come l’ho pensato.

Non so a voi ma per me la Primavera è l’inizio della vita nuova. I colori, i profumi, il pallido sole che affiora……………diventano un momento magico, da assaporare lentamente. E’ l’anticamera dell’estate stagione dove la voglia di “libertà”  prende il sopravvento.

E’ il tempo della rinascita in assoluto, del trionfo della vita sulla morte, del senso profondo che ognuno di noi prova di fronte al risveglio della natura che torna a portare i suoi frutti dopo il lungo inverno.

Il ritmo delle stagioni è una metafora della vita, così come le vedo io:

La Primavera è il tempo dell’infanzia e della scoperta di un mondo ancora innocente animato da mille segreti tutti da scoprire; è il sabato del villaggio;

L’Estate è il tempo dell’adolescenza e della scoperta dell’amore, è la stagione della vita che attraverso l’arrivo del sole scalda i corpi che si cercano e che si uniscono in un abbraccio;

L’Autunno è il tempo dell’abbandono, come le foglie che lasciano l’albero e cadono sulla terra, così l’adolescente ormai uomo, lascia la propria casa e va alla ricerca e alla scoperta del mondo, non più innocente e puro ai suoi occhi.

L’Inverno è la maturità, la vecchiaia, il senso di vuoto che circonda la spoglia natura, è l’uomo alla fine del suo tempo, senza più interessi, né passioni, pronto ad accogliere la morte……………

ma ecco che ritorna magicamente la Primavera e quell’uomo può finire il suo tempo e accogliere la morte dell’inverno, o può rinascere come maestro per un altro fanciullo che apre gli occhi al mondo e inizia il suo ciclo delle stagioni.