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San Valentino festa dell’amore, ma quale?

 

San Valentino festa dell'Amore.

Ma di quale amore parliamo?

Reale e virtuale che si mescolano e generano “amori malati”.

In questo giorno dedicato all'amore riflettiamo e parliamo d'Amore ai nostri ragazzi.

Quello vero però.

Il mio San Valentino raccontato qui su lenuovemamme.it

 

Auguri a mia figlia Valentina!

 

Don Mauro parlò

Interessanti citazioni sparse di un discorso amoroso

“Non si tratta di amare le difficoltà e gli ostacoli, ma di amare anche nelle difficoltà e tra gli ostacoli.

Patire l’amore dell’altro, patire l’altro per amore…non a caso si parla di ‘passione d’amore.

L’amore tutto sopporta, cioè porta da sotto, come in braccio, prendendo con sé l’altro, in modo che la sua vita sia sollevata e protetta da ogni inciampo.

Il frutto dell’amore non è raccolto tutto e subito, ma è atteso. E poiché l’attesa suppone il “non ancor’ della pienezza, l’amore si nutre di speranza.

Il tempo tra il seme gettato e l’albero dispiegato è il tempo in cui l’amore prende il nome di speranza

L’amore che tutto crede vive di speranza.

L’amore si offre gratuitamente, senza puntare all’immediato tornaconto. Nessuno è escluso dal raggio dell’amore.

Mentre l’odio suscita litigi, l’amore ricopre ogni colpa (Pro 10,12)

L’amore più è forte e più è debole, più vuole il bene dell’altro e più patisce le sue vicende tormentate. È un rischio da correre.

Sostenere significa coprire, proteggere, difendere, riparare

La preoccupazione per una perdita a fianco alla gioia per un ritrovamento: è il movimento dell’amore, che per un verso rifugge dal peccato, ma non dal peccatore.

Se mai si debba correre il rischio di perdersi non sarà per allontanarsi dalla relazione d’amore ma per ritrovarla”

E per concludere

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
Il più bello dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

(Nazim Hikmet)

Voglio amare così

20130228-115818.jpg“Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta, tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente, noi non faremo come l’altra gente….”

Probabile che per molti non è proprio edificante fare le pulizie di casa, nell’unico giorno libero dal lavoro, ascoltando a volume alto Renato Zero.

Ma una riflessione ascoltando “I Migliori anni della nostra vita” ci sta tutta.
Arrivati a 50 anni non dico che i migliori siano passati, ma una buona parte direi proprio di si.

Il fatto è che finché non ci si ferma a riflettere difficilmente si riesce a vedere con una giuste luce tutto il mondo intorno a noi.
È come quando ti capitano delle tue foto di qualche tempo fa e ti accorgi magari di quanto eri magra lì, pur avendo coscienza che a quel tempo avresti detto lo stesso di un’altra foto di ancora prima.

Siamo bravissimi ad accorgerci di tutto ciò che di bello abbiano nella vita sempre un filino in ritardo per poterne godere appieno.

Ieri ho partecipato al funerale di un ragazzo (42 anni trattasi di ragazzo) papà da pochissimi anni e mio compagno di giochi dell’infanzia che non vedevo da oltre 35 anni!
Di preciso non so bene cosa sia successo (o meglio lo so visto l’amore che si respirava nonostante mancasse l’aria dalla tanta gente presente, posti in piedi), ma sono uscita da quella chiesa più ricca e molto più cosciente di quanto amore possiamo dare e riceverne dagli altri, anche se in realtà non riusciamo ad esserne consapevoli fino in fondo.

È questa inconsapevolezza che mi spaventa!

Una cosa mi sono detta ieri rientrando in casa, nel caos di casa….
Anche io voglio amare così!

Ieri&Oggi

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Quando l’amore supera tutto!

Non tramonti il sole sopra la vostra ira

Lettera agli Efesini 4,26

Questo è sempre stato uno di quegli insegnamenti biblici che mi hanno accompagnato come amica, come compagna e come moglie.

Come amica qualche volta ho fallito, ma la difficoltà oggettiva di non vivere insieme ha creato uno spazio che in alcuni casi ha fatto la differenza.

Come moglie sono stata più coerente. Ho sempre cercato di rispondere a questo insegnamento e, pur non avendo avuto scontri così incolmabili i nostri occhi (miei e di Maurizio) si sono chiusi tutte le notti sempre con la quiete nel cuore.

Ma il problema è cominciato a sorgere quando sono diventata madre. Non subito naturalmente, ma con i primi scontri con i figli adolescenti devo dire che è stata dura rimanere fedeli a questo insegnamento.

Quando capitano alcuni scontri mi sforzo e faccio fatica ma alla  fine cerco di dare sempre la buonanotte con un sorriso. Ma il ribollire dentro non mi fa poi dormire sonni tranquilli.

E’ anche capitato però, raramente per fortuna, che non riuscissi poi a fingere così tanto e quindi quel “buonanotte” non c’è stato. Inutile sperare che possa arrivare per primo dai figli!

Non sono stata poi così male, peggio molto peggio quando quel buonanotte dato non  era sincero al 100%.  Questo non vuol dire che io non creda ciecamente in questo insegnamento, ma che non sempre si può essere all’altezza di ogni occasione, non sono infallibile e anche questi episodi mi aiutano ad accettarmi con le mie imperfezioni.

E trovo comunque che sia molto più attinente in un rapporto di coppia che in un rapporto con i figli dove a volte una notte intera di “riflessione” può essere d’aiuto nel cominciare il nuovo giorno con un nuovo e più sincero sorriso!

La fiducia è una cosa seria

…..citava un vecchio slogan pubblicitario!!

Il punto in questione riguarda la vacanza studio della prossima estate.

V.: – Quest’anno mamma non mi iscrivere perché non partirò! –

Mi domando perché togliersi una opportunità di viaggiare, di conoscere, di parlare un’altra lingua, di divertirsi, per la paura di ritrovarsi qualche problemino con il fidanzato.

La fiducia, il saper contare sull’altro è un fatto serio, non lo metto indubbio, ma non capisco perché la maggioranza di questi adolescenti ne è privo.

Non credo c’entri l’età, io alla sua ero già strafidanzata con M. e non ci siamo mai posti questioni del genere. L’amore che si provava l’uno per l’altro non era messo in discussione. E per tre anni lui è andato a lavorare a Londra, d’estate, come cameriere per imparare la lingua per ben due mesi!!!

Non esistevano neanche i cellulari si telefonava dalle cabine (perché da casa era troppo costoso) racimolando gettoni e non tutti i giorni naturalmente!!! Ci si dava appuntamento telefonico e si aspettava!

Mai pensato che fossero occasioni per fare altro, o meglio le occasioni c’erano sempre  e comunque, ma bastava arginarle in tempo per trasformarle in opportunità di amicizia!!! Ancora oggi M. sente amici e amiche conosciute in quegli anni, oggi molto più di ieri grazie alle teconologie internet!

Il rischio era contemplato, ma in questo modo si cresceva “forti” e felici senza rimpianti e senza la paura, insita in chi “rinuncia”, di rinfacciare un domani .

Mi sfugge qualcosa nei ragazzi di oggi preoccupati di instaurare rapporti morbosi, tu ed io, io e tu, esclusivi, e non solo in amore, o almeno è quello che vedo nei miei figli.

Lo so pretendo troppo è questo il problema. Ma mi dispiace vederla soffrire e questo suo amore (il primo grande amore, me ne rendo conto) non può avere “futuro” se non cambiano il loro modo di viversi (e se dovesse avere futuro con queste modalità sarebbe un tormento!!!)

Perché me ne preoccupo allora?

La risposta è ovvia, perché sono la sua mamma!