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Vi racconto ‘Mare di libri’…..

 

…… a modo mio

Eravamo rimasti qui, pagine in bianco su una Midori in cartoncino creata apposta per questo evento riminese.

 

 

 

 

 

 

Ed ecco come piano piano si sono magicamente riempite!

 

 

Leggi

Libertà e autonomia

 

I figli crescendo tendono a mettere in discussione i genitori e la loro autorità.

L’adolescenza, rappresenta proprio la fase in cui il desiderio di libertà e autonomia diventano l’obiettivo primario dei ragazzi.

Ma quale libertà? Per gli adolescenti libertà significa assenza di regole (uscire la sera, fare sempre più tardi, decidere autonomamente su ogni cosa….). Più in generale la “libertà” è solo riferita alla propria voglia di indipendenza. E così c'è voglia di discoteca, di provare la prima sigaretta, di sentire il gusto dell'alcol…

Anche questo rientra in quella fase fisiologica di esplorazione del limite. Fin dove mi posso spingere? Ed è qui che il 'mestiere' di genitore viene messo a dura prova. I ragazzi sanno essere così insistenti e persuasivi che “resistere” diventa un vero e proprio tour de force! Il fatto è che spesso vengono sopraffatti dalla confusione tipica dell'età, e la loro sete di libertà diventa più che altro una fuga. Fuga dai consigli, dalle regole, dai discorsi degli adulti, dalle imposizioni.

Non potendo avere tutto sotto controllo – e direi meno male – non dobbiamo aver paura di stabilire regole, anche impopolari, che diano certezzza. Regole il più possibile condivise.

I ragazzi hanno bisogno di punti di riferimento anche per poterli contrastare, perché crescere vuol dire anche questo.

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it

 

Letture consigliate dai figli

Non so voi ma per me, regalare un libro è sempre un piacere. Passare un paio di ore in una libreria per scegliere, sfogliare, trovare il libro giusto è pura gioia. Ma non sempre è lo stesso piacere per chi appunto quel regalo riceverà.
Parlando di ragazzi questo è il vero problema. Per loro un regalo non è certamente pensare ad un libro. Una lettura viene quasi sempre associata non al piacere, ma ad un ‘obbligo’, un prolungamento dello studio o di un faticoso compito da svolgere.
Ecco perché è molto importante trovare IL libro giusto, quello che potrebbe anche fare il miracolo di rendere piacevole una lettura.
È chiaro che sto generalizzando e fortunatamente non tutti i ragazzi hanno questo approccio negativo con i libri.

Tornando al libro ‘giusto’ ho pensato di chiedere ai miei cinque figli, di età diverse, quale fosse il loro libro preferito, pur non essendo dei grandi lettori.

La prima figlia, ventunanni appena compiuti, mi ha confermato che il suo preferito è Alice nel Paese delle Meraviglie di L. Carrowl e come darle torto? 

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Mi ha anche confidato però che il libro che porterebbe sempre con sé è Il Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach e qui mi commuovo perché è stato il primo libro che ho letto quando ero preadolescente!

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Il secondogenito, quasi ventenne, è sempre stato tra i cinque il più appassionato, ha sempre letto tanto da piccolo con grande passione. Ora ha rallentato molto. Gli è rimasta la capacità di leggere con facilità qualsiasi testo, e questo è un gran vantaggio per lui appena gli ritornerà la voglia, mai dire mai. Il suo ultimo libro letto è sempre il preferito. L’ultimo quindi in ordine  è Educazione di una canaglia di Edward Bunker.

La “iena” Bunker, il Mr. Blue di Tarantino, il consulente di De Niro sul set di “Heat”, l’autore di noir preferito da Ellroy racconta i primi trent’anni della sua esistenza, dentro e fuori la galera, testa e cuore divisi fra crimine e scrittura, rovina e salvezza.

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Il figlio numero tre ha 17 anni, gran cervello, ma come si dice poca voglia di fare. Per cui tanta intelligenza sprecata. Il suo consiglio, e non poteva essere altrimenti aggiungo io, è il libro di Walter Isaacson sulla vita di Steve Jobs, l’unica biografia autorizzata.

Quando nel mondo, in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi epoca umana nasce qualcuno come lui, allora non importa il campo in cui fiorirà la sua eccellenza, o cosa il suo genio renderà migliore dopo aver toccato. Si tratta di ispirazione, è l’ispirazione che rende speciale il gesto.
Si, decisamente ispirazione per figlio n. 3

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L’artista di casa è la quarta figlia 13 anni e mezzo. Il suo libro preferito è il primo della serie di tre di Susanne Collins Hunger Games
Ognuno dei Distretti deve sacrificare un ragazzo e una ragazza che verranno gettati nell’Arena: ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience.

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Il piccolo di casa 7 anni ha la collezione completa di Geronimo Stilton e ogni sera leggiamo insieme qualcosa. Fino ad ora sembra esserne attratto, ma l’esperienza mi insegna che non bisogna mai esultare troppo presto, anche perché cambiano continuamente e quello che sembra oggi, non sarà più valida per domani!
Come avevo previsto il suo libro preferito proviene dalla sua collezione e si tratta di
Minaccia dal pianeta Blurgo di Geronimo Stilton. Un mostruoso alieno informe che vuole conquistare l’universo!

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A voi la scelta, ce ne è per tutti i gusti e per tutte le età!

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it

PS
Aggiungo il mio suggerimento per tutti i vostri ragazzi
Gratitude di Jovanotti non me lo sarei mai aspettato, un bel libro che racconta i 25 anni di carriera di un artista che ha saputo crescere, cambiare pur rimanendo sempre se stesso.

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Opinionista per una sera

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Ieri sera ho partecipato ad una trasmissione Funamboli in onda ogni lunedì in diretta su 7Gold. Confesso che non la conoscevo e prima di accetttare ho curiosato in rete per capire di cosa si trattasse. Un giornalista di Radio 24 come conduttore e temi sempre interessanti e di attualità.
In questo contesto si parlava di baby squillo, ragazze doccia, e, in generale, dell’universo adolescenziale di oggi.
Non potendo partecipare direttamente da Milano ho fatto un collegamento dagli studi di Roma.
Alcune esperienze passate mi hanno un po’ resa diffidente nei confronti della TV. Lo scorso anno ho detto no per ben due volte alla redazione della trasmissione del pomeriggio di Mara Venier.
Non mi interessa apparire, mi interessa parlare dei ragazzi, del loro mondo e delle difficoltà di noi genitori.
Ho ritenuto che questo contesto potesse essere adeguato e non mi sono sbagliata. Una trasmissione che ha cercato di andare oltre i soliti luoghi comuni in cui è facile cadere quando si affrontano certe tematiche. È stato molto interessante soprattutto perché lo studio di Milano era pieno di giovani, i veri protagonisti della trasmissione.
Ero emozionata e agitata, non essendo abituata alle telecamere, ma è andata bene, credo.
Unica cosa stonata sono stati i due appellativi che mi ha dato il simpatico conduttore: mamma blogger (brrrrr) e super mamma.
Va be nulla di grave, ho imparato un’altra cosa, la prossima volta, semmai ci sarà una prossima volta, terrò a precisare questa mia idiosincrasia verso i due appellativi.
Un grazie a Chiara la redattrice della trasmissione che mi ha contattao.

ps
fortuna che hanno ‘cassato’ Tata Lucia pare che avrebbe dovuto essere un ospite. Fiuuuu me la son scampata!

O la playstation o la vita

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Un brutto voto, una strigliata del padre, uno scatto di ira, la playstation rotta, e lui si getta dal IV piano. Fortunatamente il giardino sotto casa ha attutito la sua caduta e il ragazzino ce la farà.
Questo il fatto.
Quante ore potremmo passare a cercare motivazioni, colpe, non colpe ecc. su quanto accaduto?
Infinite. Episodi simili sembrano moltiplicarsi da qualche anno a questa parte. 
Rimane comunque la causa ultima di un gesto così folle: la playstation rotta. Sarà anche la goccia che avrà fatto traboccare il vaso, e che, probabile, sarebbe accaduto con qualsiasi altro tipo si frustrazione vissuta dal preadolescente (qualche dubbio comunque mi viene), ma riflettiamo: quanto ‘deboli’ sono molti di questi ragazzini di oggi?

Ci tengono in pugno non c’è dubbio, e non perché prepotenti, despoti o altro di simile, ma in quanto deboli, fragili, pieni di ‘solitudine’ nonostante i tempi social che viviamo. Consapevoli di questo noi genitori tremiamo ogni volta che dobbiamo intervenire per rimproverarli e correggerli. 
Tutto ciò non deve naturalmente essere un freno alla nostra educazione, ma dobbiamo sempre ricordarci che i nostri figli sono migliori dei voti che portano, migliori di ciò che sembrano volerci comunicare, migliori di come vogliono farci credere.
Non dobbiamo mai mollare la presa, dobbiamo sostenerli anche nel rimprovero. Difficile lo so, ci vuole una certa ‘freddezza’ per pesare ogni parola che non si coniuga bene al sentimento che ci lega a loro.

Non ho volutamente parlato di ‘punizioni’ perché sono contraria per definizione. Preferisco parlare di conseguenze ad un comportamento disatteso, soprattutto a questa età. Conseguenze pattuite prima, per cui condivise e accettate. Se non si fa il proprio dovere, che alla loro età è solo quello di studiare, allora si può anche pensare di togliere la playstation se si pensa esserne la causa, ma che sia chiaro fin da subito. La causa e l’effetto devono viaggiare in parallelo e devono essere proporzionali. Bisogna evitare ‘punizioni’ che poi si sa non poter attuare fino in fondo.

Esserci sempre, non stancarsi di ascoltare, dialogare, comunicare in tutti i modi possibili.

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it

Chiudere a chiave non serve

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Ho letto questo bellissimo sfogo di una amica di FB, a cui ho dedicato il ritratto/avatar qui accanto, che ammiro e stimo tanto. Lei scrive benissimo, racconti un po’ surreali presi dalla sua quotidianità, con una ironia che le invidio molto.
In questo caso ho apprezzaro la sua sincerità, mi sono rispecchiata nelle sue parole, avendo già vissuto momenti simili e provando le stesse emozioni. Pertanto ve le riporto, con il suo permesso, così come gettate su un foglio di diario seppur virtuale.
Condividere è una opportunità che questo mondo social ci offre, ci credo molto in questo e cerco di sfruttarlo come meglio posso.

Domenica 3 novembre 2013 dal diario di facebook

“E’ inutile leggere libri sul tema, praticare l’ascolto attivo, essere autorevoli e recitare rosari: superare la prova orale è una sciocchezza, ma con l’esame di pratica la bocciatura è dietro l’angolo.
Essere mamma di un adolescente è una delle prove più difficili. Soprattutto se, come me, ci si ricorda come si stava in quegli anni: il bisogno ineluttabile di stare con gli amici, la certezza inoppugnabile di non essere capiti dagli adulti, il desiderio ineffabile di essere figli di quel campione sportivo, di quel comico o di quel cantante, la rabbia che in certi momenti si sente dentro e che…. -To’, mia madre! Ora la sfogo tutta su di lei.

Me lo ricordo benissimo come si stava. Desiderare qualcuno accanto che ti capisca, che la pensi come te, che reputi importanti le cose che sono importanti per te, non come quella sciocca di tua madre che si preoccupa solo che tu abbia mangiato la verdura, che ti sia lavata i denti e che abbia fatto tutti i compiti.
Figuriamoci se lei può capire quel groviglio che hai dentro, quell’ altalena emotiva, quella voglia di vincere.

E invece io mi ricordo e capisco tutto. E’ solo per questo che tante volte faccio finta di non vedere e non sentire. Ma poi arriva il giorno X in cui una semplice porta sbattuta fa traboccare il vaso e allora no: tu a mangiare la pizza non ci vai. Cosa? Ci vai lo stesso? Ti tolgo il computer! Dove vai? Torna qui. Ti tolgo pure il cellulare. Torna qui ho detto!

E poi non c’è più. E’ andato via. La giacca è rimasta sull’attaccapanni. E’ tutto ciò che mi rimane di lui. La abbraccio come facevo con lui un tempo, la annuso ed esco a cercarlo. La vita a volte è meglio di un film: tutto questo è successo proprio il 1 Novembre e la banda che intona la Marcia Funebre di Vella per il corso mi dà il colpo di grazia. L’ultimo brandello di tessuto cardiaco che teneva insieme il mio cuore si lacera. Sarà per quel brano, che prende noi sulmonesi in modo particolare, ma faccio la mia stupida passeggiata-ricerca sentendo il pugnale nel cuore e il velo nero addosso. 

Eccolo! L’ho visto! -Tieni: se devi scappare di casa, mettiti almeno la giacca, sennò ti ammali! Che fai? Passeggi con noi o continui a scappare? Scappi. Va bene, noi andiamo da nonna, ti aspettiamo lì se vuoi.

E’ andata così perché credo che le emozioni vadano vissute fino in fondo. Perchè chiudere a chiave qualcuno in casa non serve a niente.
Perchè la rabbia va attraversata e capitaa Perchè passi il messaggio del “Noi per te ci siamo nonostante tutto”.

In questi momenti puoi rifugiarti solo da chi non legge più libri e articoli sull’argomento, ma che potrebbe scriverne diversi; da chi ha figli ormai trentenni ed è uscito incolume da tutto questo; da chi non ti darà consigli asettici, ma ti ascolterà sorridendo e raccontandoti un episodio non molto diverso avvenuto in casa sua.
Ascoltare racconti simili al tuo, conclusisi bene, con un finale lieto e struggente è la sola cosa che puo’ darti speranza in quel momento.

Dopo mezz’ora il figliol prodigo ci ha chiamati da casa. La fuga è finita, discutiamone in pace.
“Odio punirti, perché voglio vederti felice, ma devi prenderti le tue responsabilità. Non sei più un bambino e tutto quello che dici e fai ha delle conseguenze. Sempre”. (cit. mio marito).”

Grazie Raffaella