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Brutte abitudini

20130306-110210.jpgNon c’è niente da fare, il cattivo esempio rimane il punto dolente. Se sono io la prima a eccedere non posso poi lamentarmi con i figli.
Si certo i ruoli sono diversi e bla bla bla, ma siccome non ne sono così convinta io per prima.. Mi viene poi difficile essere credibile con i figli

Come ogni mercoledì ne parlo sulla rubrica delle LE NUOVE MAMME

Abitudini famigliari

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Ci sono piccole abitudini in ogni famiglia che si ripetono più o meno quotidianamente.
Piccoli riti che diventano così familiari che non ci si fa neanche più caso.
Mi fermo a pensare a quelli che c’erano nella mia famiglia di origine, quando io ero piccola cresciuti insieme a me, fino a diventarne parte fondante a volte anche scomode.
Il bacio della buonanotte, il buon appetito prima di ogni pasto. la benedizione della tavola il giorno di Natale, i canti la mattina di Natale di mio padre al pianoforte che non sapeva suonare con noi figlie che volevamo dormire… e poi ancora le tagliatelle fatte in casa, sempre da papà, una domenica si e una no, il saluto dalla finestra prima di andare a scuola.

Ogni famiglia ha i suoi particolari, unici ed esclusivi.
Nel momento dell’adolescenza possono diventare come dicevo scomodi, il bacio della buonanotte lo ricordo a 15 anni come un peso, un ‘rito’ da bambini piccoli che stonavano con la ribellione tipica dell’età.

Ma come la vita ci insegna ciò che siamo lo dobbiamo a ciò che abbiamo vissuto, e così nel ciclo della vita ritorna il momento in cui riscoprire queste piccoli abitudini per ricordarle con tenerezza.
E ti domandi se anche nella tua famiglia, con i tuoi figli hai qualche rito quotidiano a cui non hai mai prestato attenzione, che potrebbe un domani diventare quel tenero ricordo.

Mi rendo conto che non è affatto facile capire quali possano essere, probabile che ogni figlio avrà i suoi ricordi e non è detto che coincidano tra loro.
Quello che sento io, come momento speciale a cui non riesco a rinunciare, anche se sono arrabbiata, è quell’augurare una “buona giornata” ai figli sull’uscio della porta prima di andare a scuola.
Voglio avere la presunzione di pensare a questo augurio come la spinta positiva per affrontare qualsiasi battaglia quotidiana che un sano figlio adolescente intraprende ogni giorno con la vita, che sia una interrogazione, un compito in classe, un amore non corrisposto, un amico perduto…

Se qualcuno ha voglia può condividere con noi le sue piccole abitudini familiari, mi farebbe piacere scoprirne altre e perché no, adottarne qualcuna, perché sono convinta non è mai troppo tardi!

Le brutte abitudini

– Mamma ho solo tre ore di cui due di educazione fisica e una di biologia ma dobbiamo dedicarci all’orto botanico.
– Mamma io ho mal di testa.
– mamma sono stordito ho preso tanta acqua ieri, mi scoppia la testa.

Morale solo i due piccoli sono andati a scuola, i tre grandi tutti a casa!

Io stessa ho sempre  detto loro che preferisco che mi dicano quando non vogliono andare a scuola, con motivazione plausibile, piuttosto che farlo di nascosto, ma tutti e tre in un colpo solo non mi era capitato.

Li ho messi sotto (due per la verità il secondo trova sempre il modo di svicolare) ad aiutarmi nelle pulizie, visto che il giovedì sono in casa anche io. Ognuno ha fatto la sua parte chi più chi meno!

E da stasera si va a letto prima molto prima, altrimenti è inevitabile che, a lungo andare, la stanchezza si accumuli così tanto da aver bisogno di una giornata di stacco.

Ma tanto so che sono parole al vento le mie, io comincio a dir loro di andare a letto molto prima del previsto orario, che tra l’altro non ho stabilito io, lo hanno stabilito loro da soli azzardando e allungando ogni giorno un po’ di più fino ad arrivare ad orari improponibili per la loro età.

Il problema è il cattivo esempio e quindi non posso lamentarmi più di tanto perché io sono la prima che vado sempre oltre la mezzanotte.

So che avrei la possibilità di precisare che ci sono belle differenze tra me e loro, in quanto io adulta e bla bla bla, ma siccome non ne sono convinta io per prima non riesco ad essere credibile.

E qui ritorna inesorabile il discorso dell’esempio e della convinzione con cui affrontiamo certe questioni.

Ci sono alcuni punti, diversi in ogni famiglia, su cui non si discute, ma sono talmente assodati e ovvi che non costituiscono più un problema nel momento in cui diventato costituzionali per quella famiglia.

Penso ad esempio a chi ha l’abitudine di cenare tutti insieme ad un certo orario e guai a sgarrare (non è il nostro caso).

Per tutto il resto ci si barcamena tra slalom e discese libere che non sempre portano a risultati aspettati.

Insomma con loro non è mai possibile sgarrare, purtroppo la perfezione non è di questa casa, ognuno ha la sua storia, ognuno ha la sua dimensione familiare, semmai la questione che si pone è come migliorare una brutta abitudine?

Ecco sto riflettendo sulle mie brutte abitudini.

Mi piacerebbe domandare a chi passa di qui quale sono le sue brutte abitudini, potrebbe venirne fuori una condivisione niente male, visto che non sempre si è obiettivi con se stessi, magari la stessa cosa vista in altri……..

Una specie di specchio riflesso!