Niente più voti a scuola

 

Voti

Leggevo qualche giorno fa della riflessione del nuovo Ministro dell'Istruzione francese sui voti scolastici:

Dobbiamo abbandonare l'ideologia del voto”, dice Benoit Hamon, il titolare del dicastero. Un cambiamento che in Gran Bretagna è già stato “compreso”. Molti studi hanno, infatti, dimostrato che i giudizi costruttivi sono più utili che un numero in pagella. Che non riesce a “raccontare bene” chi è lo studente e che, alla lunga, frustra le sue aspirazioni e i suoi sogni.”

Un cambio netto in un sitema, come quello francese, incentrato tutto su pagelle severissime allo scopo di prevedere una selezione durissima per accedere ai migliori istituti che comincia dalle scuole medie proprio in base ai voti ottenuti alla scuola primaria.

Hanno 'inventato' l'acqua calda?

Assolutamente no. Agli inizi del secolo scorso già Maria Montessori aveva capito che il voto non rende giustizia ad un percorso formativo a 360 gradi di un bambino/studente!

Nelle scuole Montessori non esiste valutazione numerica (se non purtroppo nell'adempimento di legge da cui non si può prescindere che comporta la formulazione di una 'pagella').

Durante l'anno non ci sarà mai un voto sui quaderni dei bambini montessoriani!

Per Maria Montessori la 'disciplina' – fondamentale per uno studente di qualsiasi età – deriva dal 'lavoro libero', e questo può nascere se il bambino ha un interessse autentico, ha cioè la possibilità di scegliere il proprio lavoro assecondando così il suo istinto.

Dove sta quindi il compito dell'insegnante? Lavorare, singolarmente su ogni studente (un sistema di voti già viene a cozzare con questo tipo di impostazione basata sulla competizione), al mantenimento di questa passione, di questo interesse aumentando in lui la capacità di voler continuare a conoscere sempre più.

Scrive Maria Montessori:

solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.

E se la Francia, con il suo sistema rigidissimo fatto di calcoli e medie aritmetiche già a partire dalla scuola Primaria, sta riflettendo sull'inutilità di questo tipo di valutazione, non sarebbe ora di cominciare anche qui da noi a comprendere che ogni bambino è un mondo a sé e che 'lavorare' su di lui vuol dire costruire e prepare un futuro migliore?

E un voto non potrà MAI essere l'unico metro di giudizio per uno studente. La preparazione personale e la curiosità culturale passano in secondo piano se ci si concentra solo su un numero!

È davvero il momento di tornare a riflettere su un nuovo modo di valutare, al servizio dell'apprendimento e dei progressi dei bambini/ragazzi, e aggiungo non solo, torniamo a rimettere al primo posto l'educazione a 360' dei nostri figli che non dimentichiamoci saranno i futuri uomini, e partire dalla scuola, nella sua globalità e complessità, mi sembra davvero l'unica via percorribile se si vuole rendere il nostro Paese migliore domani.

 

 

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