Mamma divento vegetariana

 

Quattordici anni e mezzo e decisione irremovibile.

 

Di punto in bianco una mattina di fine agosto mi comunica la sua intenzione di smettere di mangiare carne. In realtà era qualcosa che covava dentro da molto e ne ero consapevole anche io. Avevo notato la sua sofferenza nel mangiare la carne, i suoi discorsi animalisti….ed ero certa che prima o poi avrebbe preso una decisione del genere, ma non mi aspettavo così presto!

 

Non so molto e non conosco quasi nulla del campo e comunque a 14 anni, in piena crescita, mi è sembrato eccessivo. Per un po’ siamo andati avanti a compromessi, una volta a settimana veniva costretta a mangiare carne. Ho intanto cominciato a leggere qualcosa, a documentarmi sui diversi alimenti che avrebbero potuto sostituire le proteine: seitan, tofu, soia sono così gli alimenti che abbiamo imparato a mangiare a casa un po’ tutti (va be tranne uno…il grande!!!).

 

Ho scoperto che il termine vegetarianesimo fu coniato in Inghilterra a metà del 1800 e che ad oggi presenta una svariata e minuziosa classificazione a seconda delle diverse diete vegetariane associate.

 

Per cui esiste un essere semi-vegetariano (ed è quello che pazientemente stiamo facendo con la figlia) in cui non sono esclusi al 100% prodotti di origine animali come i prodotti derivati dal latte, formaggi e uova, fino ad arrivare a ovo-vegetariani, passando per i vegani (crudisti, macrobiotici, fruttivori….).

 

Non è facile stare dietro a tutto ciò, considerando che lei a 18 anni vuole diventare vegana (o my God). La preoccupazione maggiore, essendo appunto io ‘digiuna’ in fatto di conoscenza di questo mondo, è esclusivamente di salute. È in crescita e da sempre mi è stato insegnanto che occorre mangiare di tutto nelle giuste quantità.

 

Oltrettutto l’età è critica e le motivazioni che l’hanno portato a questa scelta possono essere tante: contrastare i genitori, andare controcorrente, compassione per gli animali, seguire l’amica del cuore ecc.

 

Il fatto che io avessi la sensazione di questo suo orientamento mi fa pensare che più che seguire la sua amica (questo forse ha solo accelerato i tempi) fosse proprio il suo amore verso gli animali.

 

Ora tutto sta a sostenerla in questa sua scelta con consapevolezza e responsabilità.

 

A distanza di qualche mese abbiamo effettuato così, su consiglio del pediatra, degli esami mirati per vedere che tutto proceda per il meglio e capire se il percorso iniziato può continuare nella stessa direzione o se forse occorre aggiustare qualcosa nella dieta, magari con integratori, per evitare complicazioni sanitarie.

 

Intanto andiamo avanti cercando di arginare anche le prese in giro dei fratelli e la ‘cattiveria ignorante’ (scusate non mi viene altro termine) della suocera che ripete in continuazione che è stato il diavolo a farle prendere questa decisione, provocandole, a ragione, molta rabbia.

 

Che pazienza che ci vuole!
Soprattutto considerando che qui ognuno la vuole cotta o cruda a secondo dei gusti e chi ci rimette secondo voi alla fine?

 

 

Rispondi