L’ultima mania: Pokemon Go

Per principio, per esperienza, per correttezza e tutto per come si possa pensare, non amo parlare e giudicare prima di conoscere o almeno di provare a conoscere per quel che mi è possibile, senza pregiudizi o falsi snobismi.
È per questo che ho scaricato l’app tanto in voga in questo momento: Pokemon Go.


Scaricata, provata per qualche giorno, catturato qualche Pokemon (mi dicono facile e non raro e potente) e poi cancellata dal mio cellulare, un po’ per evitare di esserne coinvolta (mai dire mai) un po’ perché di senso o fascino da perderci tempo, per me, non ne aveva.

Ma ho continuato a tacere, perché ho voluto ulteriormente chiedermi come fosse possibile che nel mondo intero accadesse quel che è visibile agli occhi di tutti, anche con conseguenze drammatiche (fate una ricerca su google e vi accorgerete di quanti incidenti nel mondo sono accaduti a causa della distrazione di questo gioco). 

Non ho cambiato idea, continuo a pensare che si stia verificando una follia di massa e che sia davvero stupido andare a caccia di pupazzetti virtuali superati gli anni della ragione (salvo ragazzini e preadolescenti). 

Ma c’è un ma. Ho letto molti articoli, post sul tema nei vari social e altrettanti commenti (sui commenti deliranti di chi si nasconde dietro una tastiera nei vari social ci sarebbe da parlarne per ore) e ho scoperto alcuni interessanti aspetti correlati al gioco. 
Tanti anzi tantissimi, grazie al dover andare a caccia di Pokemon, hanno ritrovato il gusto di uscire e camminare e parlo qui degli over ‘anta e tanti tantissimi ragazzi (compresi i miei figli) si danno appuntamento con gli amici e non solo per cacciare insieme in ore ‘normali’ pomeridiane, invece di passarle dietro un computer a giocare con altri deliranti, se non peggio, giochi (maggior parte di guerra o simili). 

Ho visto la piazza del mio quartiere (e non solo) protagonista, invasa di ragazzetti a caccia di mostriciattoli dialogare, scambiarsi informazioni, parlare anche tra sconosciuti. 

Ora tutto questo non può essere solo ed esclusivamente qualcosa di ‘brutto’. 

Come sempre in medium stat virtus è una delle grandi verità di sempre oltre al fatto, che non si può ignorare, che è una applicazione che usa la realtà aumentata, riuscendo a coniugare il mondo reale con quello digitale e che nei prossimi anni potrebbe avere margini di espansione enormi. 

Certo occorre in questo specifico caso aggiustare un po’ il tiro, non mi sembra il caso di andare a caccia di Pokemon in certi luoghi come campi di concentramento, luoghi sacri, musei… 

Insomma sarà la novità del momento, forse passeggera o forse tra un po’ diventerà più ‘normale’ rivedere le piazze affollate di ragazzi come una volta anche se muniti di smartphone e non di un pallone, sarà quel che sarà ma io comincio ad avere una certa simpatia per questi mostriciattoli che non ho mai seguito quando erano semplici cartoni animati se non attraverso i miei due figli grandi appartenenti alla generazione di quei filmati (a proposito vedere figlio grande che ha sempre ignorato il figlio piccolo portarselo con se a caccia di Pokemon, qualche emozione suscita). 

Sia chiaro semplice simpatia….sotto sotto continuo a pensare che sia un delirio di massa figlio dei nostri tempi e quindi molto “amplificato” e come ogni cosa figlia di questi tempi destinata al mordi e fuggi per dar spazio a qualche altra diavoleria ancora da inventare. 

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