Il caos prima e dopo la quiete: campi scout

20130717-233321.jpgEd anche quest’anno alle prese con la preparazione degli zaini. Solo due, fortunatamente dal punto di vista pratico, peccato non quattro zaini come una volta, dal punto di vista delle opportunità. Mi spiego, fino a due anni fa la metà di luglio in casa era un caos: quattro zaini, quattro divise, quattro gavette, posate, borracce, sacchi a pelo, ecc. ecc. ecc. tutto moltiplicato per i quattro figli. Una cambogia, come direbbero Latte e i suoi Derivati (Lillo&Greg)! E poi un via vai di squadriglie, di capi scout, di lupetti per casa per preparare il materiale comune.

Per non parlare del loro rientro con quattro zaini da svuotare, lavare e disinfettare…
Ma era sempre una festa e una gioia, anche il saluto dalla strada verso il pulman che li avrebbe portati verso i loro campi a fare le loro esperienze era gioia pura per genitori come noi!
Ecco perché mi dispiace che oggi siano solo le due ragazze a continuare questa strada, i maschi hanno lasciato, ma si sa per loro (genere maschile in generale e in particolare dei miei figli) la ‘fatica’ è cosa dura.
E così per chi come me abituata ai quattro, aiutare a preparare per due mi sembra cosa da poco.
Ne apprezzo i vantaggi pratici naturalmente, ma mi mancano le urla per la divisione dei pantaloncini, la gara all’appropriarsi il sacco a pelo migliore, la ricerca della gavetta ancora intera, la ricerca delle posate, che immancabilmente se ne perdeva una, fino alla promessa (il fazzolettone attorno al collo) da indossare, unico pezzo veramente personale. Per non parlare al loro rientro dei tanti indumenti, perfino calzini e mutande, che si perdevano, o che si scambiavano.
Mi rendo conto che raccontato così sembra davvero un gran delirio, ma un delirio sano, divertente da tenere in uno dei famosi cassetti della memoria per ritirarlo fuori un domani, davanti ad un piatto di fettuccine tutti insieme, con annessi nuore, generi, e nipoti per dare un senso a ciò che amo di più al mondo la mia famiglia.

In un altro articolo ne parlavo tempo fa così:

Procurate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato […] nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere “fatto del vostro meglio”.

Così concludeva il suo ultimo messaggio a tutti i capi scout Baden Powell.

Come ogni estate da ben 12 anni a questa parte ci stiamo preparando per i campi scout .

Figlia n. 4 partirà a breve per il suo terzo campo di reparto mentre per la figlia n. 1 si sta avvicinando un grande momento. Ha percorso la sua strada partendo per la sua prima VdB da lupetto, per arrivare ad oggi alla sua prima vacanza di branco (appunto VdB) da Bagheera (capo scout).

Vederla diventare grande senza quasi accorgersene assumendo una responsabilità così grande, lo confesso è motivo di commozione.

Non sono stata scout ma ho sposato uno scout e tutti i figli hanno seguito questo percorso quasi naturalmente. Ognuno con la sua storia, del resto sono opportunità che si danno e non sempre si percorrono fino in fondo, difatti i due maschi in momenti diversi hanno lasciato questo sentiero.

Chi non conosce questa realtà magari avrà delle perplessità, delle riserve (chi non ricorda il detto sugli scout = ‘bambini vestiti da cretini guidati da un cretino vestito da bambino’) dettate anche da alcuni fatti di cronaca avvenuti negli ultimi tempi ricordate Lusi è stato un capo scout!!!! O gli abusi di alcuni capi scout in America cronaca venuta alla luce lo scorso anno). Chiaro la differenza la fanno poi sempre le persone!

Io posso solo dire che è stato un’appassionante viaggio anche per me come genitore, che l’esperienza ne è valsa la pena, che certe emozioni vissute attorno a un fuoco rimarranno sempre nei loro cuori, il condividere, il camminare, la fatica vissuta insieme a compagni di viaggio non lascia indifferenti neanche dei bambini di 8 anni, e già questo ha il suo valore.

Quello che ho capito da profana è che la Legge Scout contiene solo inviti a fare, invece che divieti o comandi a non fare, di cui è piena la vita di ogni giorno; traduce l’atteggiamento positivo da avere nei confronti della vita: di fronte alle difficoltà non mi fermo, cavo fuori le risorse che ho, che mi sono sapientemente costruito e vado avanti con ottimismo.

Buon strada figlie mie!

5 comments on “Il caos prima e dopo la quiete: campi scout

  1. acasadiclara ha detto:

    condividiamo questa cosa degli scout e mi piace tanto. mi vedo tra qualche anno – io che ho “solo” due maschi – uno lupetto e l’altro non ancora – al delirio totale. per ora uno solo che parte e che torna va bene e non mi crea troppo caos. quando il grande inizierà il reparto, il piccolo andrà ai lupetti, ci toccherà rivedere gli schemi estivi delle vacanze e riorganizzarci. già adesso nel prossimo we vado e torno dall’alto adige a prendere (è con nonna fratello e papà) il mio lupettococciuto di 10 anni per farlo tornare a milano e partire per il campo. l’anno scorso mi è toccato a/r milano-bolzano in giornata, quest’anno almeno riesco a star su due giorni.
    ma l’esperienza dello scoutismo è impagabile e inconfrontabile con nessun’altra e anche se poi decideranno di smettere sono contenta di aver dato loro questa opportunità. dopo la mia vita scout, non avrei mai potuto non dare la possibilità di una vita scout anche a loro. che sarà breve o lunga non lo so, ma è veramente un dono anche per i genitori. ciao Paola e buona estate a tutti!!!!

    • Polly5vm ha detto:

      Grazie clara, un caos di quelli che non sidimenticano e che si apprezzano con il passare del tempo, come il vino buono!
      Buone vacanze anche a voi tutti

  2. Diemme ha detto:

    L’ha ribloggato su Scelti per voie ha commentato:
    Le gioie (vere) di una famiglia numerosa!

  3. Un caos e una situazione che conosciamo molto ma molto bene!!
    Come le emozioni misto pazzia che vivono i nostri genitori quando è ora di partire: campo, uscita o riunione poco cambia..sempre agitazione è!
    Buona caccia e buona strada!
    Clan La Cordata Agesci Verona 3
    http://clanlacordata.wordpress.com/

    • 5vm ha detto:

      Qui clan “Utopia” Roma 62.
      Ho letto dell’esperienza in Africa, mia figlia una esperienza simile l’ha vissuta nella provincia di Napoli, in una casa famiglia di ragazzi abbandonati o affidati.
      Sono esperienze così importanti che tutti i ragazzi dovrebbero fare.
      Buona strada anche a voi tutti. E grazie di aver lasciato un impronta anche qui.
      5vm

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