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Buon ferragosto

Giocando con PlayArt


PlayArt

Torniamo a parlare di didattica 2.0, nello specifico di una app con cui far divertire i nostri bambini e al tempo stesso far conoscere loro 8 grandi artisti. Utilizzata in ambito scolastico offre moltissime possibilità creative e non solo.

Siamo il paese delle meraviglie artisticamente parlando, eppure sembra che non abbiamo una vera coscienza di ciò, visto il poco studio che si dedica, all’arte in generale, nelle nostre scuole.

La scuola primaria in questo mi sento di affermare è avanti. La mia scuola ‘Montessori’ nello specifico è davvero molto attenta a non trascurare questo aspetto educativo. Le visite che ogni anno si dedicano alle mostre e ai musei che abbiamo in città sono davvero tante e tante le attività laboratoriali legate ad esse.

In un workshop al Goethe Institute sono venuta a conoscere PlayArt un’app (nella versione completa a 3,99€), dove mescolare gli elementi caratteristici di alcuni fra i più grandi artisti del nostro tempo realizzando i nostri capolavori.

Learning to doing nel vero senso della parola, ossia imparare facendo, tradotto montessorianamente Aiutami a fare da solo. Se poi è “Imparare giocando” allora la formula diventa davvero vincente.

Il mio ‘soprannome’ Polly scritto con elementi misti di Modigliani, Van Gogh e altri.

Per iniziare a provare esiste una versione free dedicata al grande Vincent Van Gogh!

Unica controindicazione ….. è solo per iPad!!!!

Ma si sa Apple è sempre oltre!!!

 

Il GGG, Il Grande Gigante Gentile


Ho ricevuto con piacere l’invito a partecipare, in anteprima per mamme blogger, alla visione dell’ultimo capolavoro di Spielberg Il GGG, il Grande Gigante Gentile, un’avventura meravigliosa tratta da un romanzo di Roald Dahl, un autore ben noto a tutti i bambini della scuola Primaria e non solo.

Purtroppo non sono potuta andare personalmente per diversi motivi, ho così voluto rigirare l’invito ad una cara amica e collega con un dolcissimo figlio nato lo stesso giorno e lo stesso anno del mio ultimogenito. 

Un film meraviglioso” 

così mi hanno raccontato mamma e figlio, e non avevo dubbi, Spielberg e Dahl sono davvero un’accoppiata vincente!

Ho chiesto pertanto a Carletto, 10 anni, di scrivere lui la recensione al film, chi meglio degli occhi meravigliati di un bambino per descrivere un grande capolavoro presto nelle nostre sale cinematografiche?


Recensione sul film GGG Il grande gigante gentile

Questo film del regista Steven Spielberg è basato su una famosa favola di Roald Dahl. 

E’ una storia sull’amicizia tra una bambina curiosa e intelligente, ma molto sola e un gigante diverso dagli altri , perché è gentile e sensibile. 

Una notte si incontrano, il gigante sente la solitudine del cuore di Sofia e la rapisce portandola nel paese dei giganti. Qui diventano amici, superando le loro differenze e paure.

Sofia scopre che GGG, così lei lo chiama, regala sogni e speranza a tutti e decide di aiutarlo a sconfiggere i giganti cattivi.

La storia mi ha molto emozionato, avrei voluto non finisse mai, mi hanno colpito i paesaggi e le immagini bellissime, soprattutto la natura selvaggia dei paese dei giganti.

Consiglio a tutti di andare a vedere questo film, mi ha fatto capire che con un amico vicino tutti i desideri si possono realizzare.

Carlo Oricchio


Che dirvi ancora? Il film uscirà il 30 dicembre. Non perdetevelo! 

Intanto colgo l’occasione per fare tanti Auguri di Buon Natale e tutti

L’ultima mania: Pokemon Go

Per principio, per esperienza, per correttezza e tutto per come si possa pensare, non amo parlare e giudicare prima di conoscere o almeno di provare a conoscere per quel che mi è possibile, senza pregiudizi o falsi snobismi.
È per questo che ho scaricato l’app tanto in voga in questo momento: Pokemon Go.


Scaricata, provata per qualche giorno, catturato qualche Pokemon (mi dicono facile e non raro e potente) e poi cancellata dal mio cellulare, un po’ per evitare di esserne coinvolta (mai dire mai) un po’ perché di senso o fascino da perderci tempo, per me, non ne aveva.

Ma ho continuato a tacere, perché ho voluto ulteriormente chiedermi come fosse possibile che nel mondo intero accadesse quel che è visibile agli occhi di tutti, anche con conseguenze drammatiche (fate una ricerca su google e vi accorgerete di quanti incidenti nel mondo sono accaduti a causa della distrazione di questo gioco). 

Non ho cambiato idea, continuo a pensare che si stia verificando una follia di massa e che sia davvero stupido andare a caccia di pupazzetti virtuali superati gli anni della ragione (salvo ragazzini e preadolescenti). 

Ma c’è un ma. Ho letto molti articoli, post sul tema nei vari social e altrettanti commenti (sui commenti deliranti di chi si nasconde dietro una tastiera nei vari social ci sarebbe da parlarne per ore) e ho scoperto alcuni interessanti aspetti correlati al gioco. 
Tanti anzi tantissimi, grazie al dover andare a caccia di Pokemon, hanno ritrovato il gusto di uscire e camminare e parlo qui degli over ‘anta e tanti tantissimi ragazzi (compresi i miei figli) si danno appuntamento con gli amici e non solo per cacciare insieme in ore ‘normali’ pomeridiane, invece di passarle dietro un computer a giocare con altri deliranti, se non peggio, giochi (maggior parte di guerra o simili). 

Ho visto la piazza del mio quartiere (e non solo) protagonista, invasa di ragazzetti a caccia di mostriciattoli dialogare, scambiarsi informazioni, parlare anche tra sconosciuti. 

Ora tutto questo non può essere solo ed esclusivamente qualcosa di ‘brutto’. 

Come sempre in medium stat virtus è una delle grandi verità di sempre oltre al fatto, che non si può ignorare, che è una applicazione che usa la realtà aumentata, riuscendo a coniugare il mondo reale con quello digitale e che nei prossimi anni potrebbe avere margini di espansione enormi. 

Certo occorre in questo specifico caso aggiustare un po’ il tiro, non mi sembra il caso di andare a caccia di Pokemon in certi luoghi come campi di concentramento, luoghi sacri, musei… 

Insomma sarà la novità del momento, forse passeggera o forse tra un po’ diventerà più ‘normale’ rivedere le piazze affollate di ragazzi come una volta anche se muniti di smartphone e non di un pallone, sarà quel che sarà ma io comincio ad avere una certa simpatia per questi mostriciattoli che non ho mai seguito quando erano semplici cartoni animati se non attraverso i miei due figli grandi appartenenti alla generazione di quei filmati (a proposito vedere figlio grande che ha sempre ignorato il figlio piccolo portarselo con se a caccia di Pokemon, qualche emozione suscita). 

Sia chiaro semplice simpatia….sotto sotto continuo a pensare che sia un delirio di massa figlio dei nostri tempi e quindi molto “amplificato” e come ogni cosa figlia di questi tempi destinata al mordi e fuggi per dar spazio a qualche altra diavoleria ancora da inventare. 

E siamo a quattro


Vi presento la quarta figlia 16 anni.

Che bella età! È un vulcano in tutto. Sempre sorridente, allegra e pazzerella. Mi rivedo in lei moltissimo.

Ma come ogni figlia dei nostri tempi manca di quel ‘senso del dovere’ che apparteneva alla mia generazione.

Per lei siamo nella fase ‘scialla’, abbondantemente superata dagli altri figli più grandi. 

Scialla oggi, scialla domani…i nodi vengono al pettine. E così ci siamo fatti bocciare! 

Il suo ‘scialla mà, ce la faccio’ non ha dato i frutti da lei sperati.

‘Ce l’ho messa tutta mamma’. No tesoro bello, studiare l’ultimo mese non vuol dire ‘mettercela tutta’ vuol dire ‘provare a fregare il prossimo’ alla faccia di chi ha fatto il proprio dovere per tutto l’anno.

Ecco perché per la prima volta sono ‘quasi’ contenta che l’abbiano ‘bocciata’.

Per la prima volta penso che la bocciatura sia un’occasione per crescere.

Dopo lo scossone accusato con la giusta dose di sconforto, si è ripresa alla grande: fa la babysitter, volontariato in un centro estivo, continua la scuola di inglese e presto partitrà per un campo mobile in Croazia con gli scout camminando, camminando, camminando…..

Solo il tempo saprà dirmi se l’occasione di crescere saprà coglierla davvero.

Appuntamento qui al prossimo giugno per tirare le somme.

Intanto tremo …ricominciare con lei, vulcanica, la fase dell’adolescenza in piena attività, non è per niente facile!

Crochet e Passione

Faccio parte di una generazione che ha avuto nella sua infanzia una nonna o una vecchia zia che lavorava costantemente o ai ferri o all’uncinetto. Un’arte un po’ dimenticata appartenente ad un periodo in cui il fai date – l’handmade moderno – era una necessità piuttosto che un piacere.

È scattato di nuovo l’amore con l’uncinetto. Quanto durerà? Perché io sono fatta così mi entusuasmo, produco e poi ricomincio con altro.

E così, conoscendomi ormai bene, approfitto del momento, colgo l’attimo e produco.

Vi presento alcune borse crochet (uncinetto…ma vuoi mettere dire e scrivere crochet? Fa più figo)



Se qualcuna volesse contattarmi magari per comprarne una mi scriva 5voltemamma@gmail.com oppure mi cerchi su Etsy sono 5mArt o Polly5vm