Category: Pre&Ado(lescenza)

Mare di Libri – Rimini 13-15 giugno 2014

 

E finalmente si parte! Quasi tutto pronto per Mare di Libri il Festival dei ragazzi che leggono che si terrà a Rimini il 13-14-15 giugno.

Domani si prende il treno insieme ad altre mamme e ai loro figli.

Tutto ha inizio con il gruppo di lettura che frequenta mia figlia 14nne seguiti da Federica una mamma con la passione per i libri per l’infanzia così come potrete leggere nel suo bellissimo blog Libri e Marmellata.

Abbinando la mia passione per la cartoleria ho già preparato un inserto midori da utilizzare come diario di bordo per questi tre giorni di full immersion tra libri e autori.

Appassionata di illustrazione, ho sempre sognato di andare alla fiera del libro per ragazzi che si tiene a Bologna e immergermi in un mare di disegni.

È il mio sogno nel cassetto fare l’illustratrice, ma si sa che la vita a volte prende altre pieghe ma mai dire mai.

Iniziamo da questa fiera con la scusa di accompagnare la figlia poi si vedrà!

Intanto un libro l’ho scritto e mai avrei pensato di vederlo pubblicato; hai visto mai in una seconda vita realizzare anche l’altro!

Qui il programma di Mare di Libri

 

 

 

La scuola sta finendo…….

La fine della scuola si avvicina e noi dobbiamo fare i conti con figli sempre più distanti, disattenti, e annoiati.

Naturalmente sto parlando nello specifico dei miei figli, generalizzare non è cosa buona e giusta!

La preoccupazione che avevo per la figlia n.4 che iniziava il liceo, come sempre accade mai dire mai, è stata quasi inutile. Lo sforzo che ha messo e la sua buona volontà hanno fatto la differenza.

Probabilmente avrà un debito ma non sto qui a preoccuparmi per una eventuale bocciatura. Cosa che non posso dire del principe di casa, quello che obiettivamente ha una marcia in più, ma che rischia tantissimo.

Per tutto l’anno mi sono domandata cosa passasse per il suo cervello, quali meccanismi fossero scattati in lui per renderlo così sordo a se stesso.

È molto complicato penetrare nell’intimo di un adolescente in crescita, narciso, egoista e concentrato su stesso. Ma da qui a rischiare di ripetere un anno non riesco proprio a capire il nesso. O meglio, lo capisco eccome, ma non lo accetto. Me ne farò una ragione non c’è dubbio, ma oltre non vado.

Ci sarà poi il tempo di domandarsi cosa fare.

Un incontro avuto qualche sera fa sul tema Smontiamo il bullo ha evidenziato come proibizioni, divieti e punizioni siano il più delle volte controproducenti, possono essere efficaci sul momento ma non educano e non rendono consapevole il ragazzo sulle vere conseguneze di una eventuale bocciatura: perdere un anno, cambiare compagni, essere il più grande etichettato come il ripetente ecc.

Si può lavorare tantissimo attraverso il dialogo, incoraggiando, evidenziando la parte migliore che ogni ragazzo ha, ma mettendo in conto che il tempo del raccolto è molto lungo, non sempre i risultati si vedono a corto raggio, anche perché se non sono loro per primi a voler cambiare atteggiamento, nulla di concreto possiamo fare se non esserci sempre, ed essere pronti a ricominciare.

Prima o cresceranno ne sono sicura!

 

La scuola sta finendo

Un tormentone di questi giorni e incubo per molti genitori: la scuola sta finendo….un anno è andato già….sta diventando grande….
Tempo di bilanci scolastici e tempo per molti ragazzi del fatidico esame di maturità.
Confesso che ancora non ho ben capito il meccanismo che ruota intorno a quest’esame. I ricordi si perdono ai ‘miei tempi’, alle due prove scritte e alle due materie da portare all’orale, con l’incubo della seconda disciplina cambiata all’ultimo momento e di un solo membro interno. Gli esami cominciavano a luglio tanto che io sostenni l’orale il 28 del mese e non ero neanche l’ultima!
Neanche la maturità di figlia n.1 mi ha chiarito bene il nuovo meccanismo. Così mi ritrovo a palpitare per figlio n.2 senza ancora aver chiaro nulla.
Ma i bilanci non sono solo per chi si trova alle soglie di uno dei grandi traguardi finali, abbiamo chi dovrà affrontare gli esami di quella che una volta chiamavamo terza media, e del passaggio alle classi successive con o senza ‘debiti’ e alle probabili bocciature.

In casa non ci facciamo mancare niente quest’anno sappiatelo!
Voglio però condividere con voi un pensiero che ho elaborato leggendo una frase di s. Agostino:
“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura”
Finalmente ho scoperto cosa manca ai miei figli: la motivazione interiore che porta al desiderio, inteso come piacere a fare qualcosa.
Come si può pretendere se non c’è questo piacere, che i nostri figli studino con amore?
Ma soprattutto come si può aiutare questi figli ad avere “piacere” ad una lettura, ad un testo teatrale, ad uno studio scientifico, ad un voler comprendere come accadono certi fenomeni ecc. ecc.?
Qualcuno mi dirà che è fin da piccoli che bisogna indirizzarli verso certe passioni, e sono convinta che sia giusto, ma vi assicuro che crescerli fin da piccoli in certe direzioni non sempre è garanzia di successo.
Del resto se ci fosse una risposta standard avremmo tutti ricercatori e scienziati in giro, anche se il piacere legato al desiderio di sapere dovrebbe accompagnare la persona umana nell’arco della sua intera vita, anche se fosse un semplice venditore di palloncini.
In bocca al lupo ragazzi, ma soprattutto tanta solidarietà a tutti i loro genitori.

 

 

FB contro il cyberbullismo

 

Finalmente una bella iniziativa che parte da un social che spesso si trova sotto accusa per essere considerato uno strumento di diffusione di insulti, offese, a sfondo razzista, omofobo ecc.

Sto parlando di Facebook e del lancio della piattoforma contro il cyberbullismo. Una iniziativa promossa insieme a Save The Children e Telefono Azzurro che permetterà di condividere informazioni, consigli, suggerimenti e altro per affrontare questo fenomeno che sembra inarrestabile.

Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“.

Questo leggiamo nella home della pagina.

Ed è proprio il bullismo nella rete che si vuole combattere. Ne abbiamo parlato molte volte in questo Magazine.

Come genitore abbastanza informatizzato non mi sono mai sentita del tutto ‘fuori’ dal mondo social che frequentano i miei figli. Ma capisco la difficiltà di chi, della mia generazione, non padroneggia il mezzo di comunicazione così potente e non sa come affrontare certe problematiche.

La migliore risposta al bullismo e al cyberbullismoafferma Raffaella Milano, responsabile Programmi Italia-Europa di Save the Chikdren Italia – è garantire ai ragazzi e alle ragazze spazi e opportunità per farsi parte attiva nel contrasto di questo grave fenomeno. È necessario un impegno congiunto dei ragazzi e delle ragazze, delle famiglie, della scuola, delle istituzioni e delle aziende per produrre risultati significativi e di lungo periodo.”

E mai come quest’anno sento di poter condividere la necessità di collaborazione tra le varie agenzie educative. Solo con un impegno congiunto, come dice Raffaella Milano, si può ottenere un risultato che sia significativo e duraturo!

Non è certo LA soluzione, ma un ottimo inizio, che fa ben sperare.

Il mondo là fuori è davvero intriso di ostacoli per i nostri ragazzi, oggi più di ieri, offrire loro strumenti per destreggiarsi e suggerimenti ai loro genitori su come affrontare al meglio questo fenomeno non può che essere una iniziativa da promuovere e diffondere.

 

 

Egalité, fraternité

Vorrei ragionare sul rapporto tra fratelli, in generale tanto per parlare (ricordate la teoria e la pratica?).

I fratelli sono:

oggetti di odio e amore

– figure di identificazione

– plasmano il modello delle nostre future relazioni

– appartengono alla rete orizzontale

‘Tutti i figli sono uguali’.

Niente di più falso! L’amore è lo stesso, ma ogni figlio è diverso dall’altro. Con ciascun figlio abbiamo un caratteristico modo di relazionarci. Se ci comportiamo con l’uno in un modo, e con l’altro in un altro, ciò non vuol dire che li trattiamo in modo ‘diseguale’ in merito all’affetto e che compiamo ingiustizie (anche se spesso i figli ce lo rinfipacciano).

Ecco perché dovrebbe essere chiaro anche a loro che è l’amore a essere uguale per tutti.

Ma questa è la cosa più difficile. Inutile dire che arriveranno a capire anche loro, un giorno, diventanto genitori, perché mettiamoci l’anima in pace che finché non accade avremo sempre il peso di tutte le loro ricriminazioni in fatto di equità e giustizia.

Essere equi non vuol dire dare tanto ad un quanto all’altro, essere equi, per me, è dare a ciascuno ciò di cui necessita in quel momento e non sempre è uguale per età e per figlio!.

Nonostante ogni volta diventi più faticoso spiegare e motivare il perché di certe scelte, io ci credo fortemente e vado avanti, vorrà dire che un giorno potrò pensare (e spero di non cadere nella trappola del dirlo a voce alta) anche io il fatidico, quanto odiato, te lo avevo detto!

 

 

 

Il peso delle amicizie

 

Decisivo, nella fase adolescenziale è il cosiddetto gruppo dei pari, che risulta avere un impatto fortissimo sul mondo interiore e sulla vita di un ragazzo: non ci si stupirà dunque ch’egli diventi tifoso, o aderisca a mode estetiche, e diventi dark, o emo, o bel tenebroso, o ancora sportivo, studioso (nota dolente in casa nostra) e così via.

In altre parole: se si va a valutare il peso che hanno le amicizie nella formazione dell’identità di un adolescente non si potrà considerarlo – quasi sempre – enorme, fondamentale. Un dato questo che va preso in seria considerazione, perché ci fornisce una delle leve su cui agire, in via preventiva, per un sano sviluppo della personalità dei nostri figli.

Che cosa può fare un genitore in un periodo di così grande cambiamento nella vita di un ragazzo/a?

Sicuramente non deve idealizzare il figlio, deve adottare uno stile educativo che alterni vicinanza e promozione dell’autonomia: la strada giusta è quella di accettare il proprio figlio con i suoi limiti e le sue potenzialità.

In tutta sincerità, vorrei avere una risposta più esaustiva: ma quello che so – per cominciare – è che bisogna esserci. A ognuno di noi tocca trovare le modalità per far senite questa vicinanza ai figli, e per trovare la chiave per accedere al loro cuore e alla loro sensibilità; nel mio caso, hanno funzionato modalità relazionali anche molto diverse fra loro: dal dialogo fino allo sfinimento (con figlio n. 2) a una prossimità silenziosa, tessuta di poche parole ma ricca di fatti (con figlio n. 3).

 

Articolo pubblicato su lenuovemamme

 

Virtuale vs Reale

virtualeReale

Riflettevo proprio oggi con un caro amico gesuita, sulle nuove tecnologie e i giovani d’oggi.

È indubbia la differenza abissale che c’è tra la nostra generazione vissuta a cavallo di questo cambiamento e i nostri figli.

Ma la considerazione che più mi ha colpito nel discorso è la consapevolezza che per i ragazzi il computer, il telefonino, internet in generale non sono un mezzo per arrivare a, per cercare informazioni, per allargare orizzonti ecc. – il modo in cui la mia generazione di fatto usa queste tecnologie – ma un vero e proprio ambiente in cui vivere.

Sono nati in questo ambiente, che naturalmente può cambiare in continuazione: una casa accogliente, un bosco pieno di insidie, una strada buia, un cortile dove giocare …

Quando si nasce in uno specifico ambiente si è parte di esso e se ne assimilano abitudini – belle e brutte che siano.

Dicevamo che come genitori possiamo lavorare molto sull’ambiente per migliorarne la qualità, il problema si pone appunto quando “l’ambiente” è tale come peso significativo nelle vite dei nostri ragazzi ma “virtuale” e pertanto non di facile ‘manipolazione’.

Ecco che tutto si complica!

Il punto di vista che anima ogni mia azione è quello basato sulla qualità delle relazioni famigliari e sul rispetto delle esigenze di ognuno e non su rigide prese di posizione. Ecco perché non sono d’accordo sulle ‘punizioni’ basate su divieti ‘a prescindere’ (tagliare l’uso di internet o sequestrare un cellulare…)

Ci deve sempre essere una motivazione ‘saggia’ ad un determinato provvedimento – e quando dico saggia mi riferisco alla situazione famigliare che ognuno vive e non saggia in assoluto – che, nel caso di figli adolescenti, deve essere anche condivisa e per quanto possibile dovrebbe prevedere una sana partecipazione collaborativa tra i vari membri della famiglia.

Manipolare, cambiare l’ambiente virtuale di fatto non è possibile, migliorare la qualità della comunicazione per far si che i due mondi possano vivere in parallelo perché l’uno non esclude l’altro, si

 

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it