Category: Scuola

Invalsi: valutati non schedati

 

In questi giorni, come tutte noi mamme sappiamo, ci sono state le prove Invalsi per le classi seconde, e non solo, di ogni ordine e grado di scuola.

Prove tanto discusse, soprattutto nella Scuola Primaria. Ci sono stati scioperi, presidi, flash mob, assemblee ecc.

Non entro nel merito della loro più o meno validità, leggo del boicottaggio che molti studenti, naturalmente delle scuole superiori, hanno fatto al grido “Valutati, non schedati!“.

Non condividendo né la natura, né lo scopo di tali test molti studenti si sono riifutati di compilarli, considerandoli un meccanismo di valutazione escludente al servizio solo della logica manageriale.

“Non si nega la necessità di una valutazione, ma si nega il mettere in classifica, generando competizione tra scuole e tra studenti svilendo la vera didattica, riducendola a semplice bagaglio nozionistico. Il tutto – continua Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – è inutile e dannoso ma soprattutto dispendioso. Sembra che siano costati la bellezza di 16 milioni di euro!”

Ma è su twitter che esplode l’ironia. Io adoro twitter e facendo un giro sull’hashtag #invalsi2014 o#invalsi ne ho trovate davvero di belle.

Non perdetele qui su ScuolaZoo

 

 

Il senso di onnipotenza

Oggi, mio figlio diciassettenne, quello che probabilmente ripeterà l’anno, perché ancora in costante conflitto con se stesso, partirà per il campo scuola.

Destinazione Ravenna, vicino, tutto sommato. Ma sappiamo bene che non è il luogo che scatena l’euforia tipica dell’età che può trasformarsi in tragedia.

È il senso di onnipotenza che colpisce i ragazzi, nel pieno della loro voglia di esprimersi, che li rende sordi e ciechi alla possibilità che “certe cose” possano accadere anche a loro.

Nessuno deve sentirsi in colpa, ma tutti ne siamo, in qualche modo, responsabili. In questa fase di passaggio, in quest’età così critica, dove i tormenti tipici dell’età si mescolano con sentimenti che variano nel giro di pochi minuti, dobbiamo cercare di cogliere le occasioni che la vita – e fatti drammatici, come quello citato – ci offrono per parlare, parlare e parlare.

Nessuna garanzia, un po’ di fortuna, tanta perseveranza nel rimanere sintonizzati con loro e mai dire mai come verità da fare propria.

Mai dire mai.

In questo momento, sto vivendo in prima persona il tema del bullismo. Non entro nel merito della questione, non ancora pienamente conclusasi. Quello che, in questa storia, come madre di una delle due ragazzine vessate, mi ha fortemente colpito, è la mancanza di presa di coscienza di questi ragazzini e dei loro genitori (mai dire mai) che, seppur sconvolti, evidentemente poco inclini ad aiutare i propri figili ad assumersi le loro responsabilità, dato che le scuse, unica cosa chiesta in una situazione abbastanza grave da prevedere una denuncia alla polizia postale – con conseguente sospensione e bocciatura – sono arrivate solo da tre dei dodici compagni coinvolti.

Non ci si può poi meravigliare se le “bravate” si trasformano in tragedie. I ragazzi vanno aiutati in questo percorso di crescita anche attraverso seri rimproveri, se occorre. Ovattare il loro mondo non li aiuta a conquistare il loro posto nella vita.

Tenendo bene a mente che nulla deve essere dato per scontato, dobbiamo ricordare che le vie più facili risolvono, a noi adulti, molti problemi sul momento, ma non costruiscono per il futuro.

Musei gratis per gli insegnanti

 

Oggi sono piena di buone notizie che voglio condividere con tutti voi.

Pare, dico pare perché finché non vedo non credo, troppe delusioni in questo campo ultimamente abbiamo avuto, che per tutto il 2014 gli insegnanti, fecendone richiesta nelle proprie segreterie, potranno avere accesso gratuito a tutti i Musei.

Speriamo che sia una notizia vera e non un pesce d'aprile in ritardo!

Qui potete saperne di più

 

Aule 3.0

 


aula3.0Ho partecipato a un convegno/corso sulla “Didattica innovativa per una scuola digitale. Insegnare per competenze con le tecnologie”.

Dire interessante è poco, rimanere sbalorditi per quello che si potrebbe fare nelle nostre aule per i nostri ragazzi molto meno, e non perché non ci sia da rimanerne meravigliati, ma perché condivido in pieno la linea proposta dalla docente, che ci ha tenuto l’aggiornamento. E, personalmente, sono anni che sogno una scuola così.

Inutile raccontare nei dettagli quanto condiviso quest’oggi. Quello che mi è piaciuto molto, in linea con il pensiero montessoriano, è il discorso degli spazi, ovvero lo spazio che diventa il “terzo insegnante”.

Sono rimasta letteralmente affascinata da come sono concepite le aule 3.0, che vedete in foto.

aule3.01

Non c’è più l’insegnante che svolge interventi frontali o, per lo meno, non concepito come fino ad ora è stato. Il docente deve assumere il ruolo di facilitatore e organizzatore delle attività, il tutto in un ambiente d’apprendimento, che favorisca un clima positivo e partecipativo di tutti gli studenti.

Spazi pensati per lavori di gruppo con arredi flessibili, pronti a essere cambiati coerentemente con lo svilupparsi delle fasi didattiche:

uno spazio agorà, in cui condividere tutti insieme;

uno spazio individuale, dove lo studente possa sviluppare un percorso personale con i propri ritmi e i propri tempi (ecco come ritorna il pensiero di M. Montessori) e con strumenti diversificati – digitali e cartacei – e dove interagire con il docente anche per eventuali rinforzi o recuperi;

uno spazio informale, di relax per rilassarsi, con letture, video e siti web, correlati più o meno con l’attività didattica svolta, e per lavori manuali.

Loris Malaguzzi è il padre fondatore di questo movimento, che vede il bambino al centro del proprio processo di apprendimento (niente di nuovo, Montessori docet), in cui però lo spazio ha un ruolo davvero importante. Si deve a lui il termine coniato per definire tali scuole “atelier”, come dei laboratori/cantieri permanenti. Il tutto con un’attenzione estetica anche nei particolari. Lo spazio, oltre che funzionale, è anche bello, il che contribuisce a rendere piacevole lo stare a scuola.

Un sogno per come funzionano le cose oggi. Il percorso è lungo prima di arrivare ad avere una scuola, che realizzi sul serio una didattica per competenze, in uno spazio 3.0, ma puntare in alto deve essere l’obiettivo di tutti, genitori, insegnanti, istituzioni, studenti.

«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni». (E. Roosevelt)

Articolo pubblicato su lenuovemamme.it

Bacheca virtuale

 

Al convegno di ieri ho scoperto la possibilità di condividere bacheche virtuali.

In campo scolastico sono l’ideale perché nel condividerle ognuno può aggiungere a questa lavagna i propri contenuti.

Immagino un lavoro di gruppo dove ognuno mette in bacheca il frutto del proprio lavoro e poi lo si rende pubblico, e lo si condivide per esempio con tutte le classi della scuola.

L’esempio sotto è una bacheca di cucina che ho trovato tra le tante condivise.

 

Ieri praticamente durante la relazione della professoressa che teneva il convegno, una collaboratrice appuntava su questa bacheca virtuale i concetti che esprimeva. Alla fine proprio come in una bacheca scolastica tanti post-it a riassumere il tutto.

Salvando poi la bacheca la si può condividere e avere a disposizione.

Il sito dove iscriversi, tramite account google o FB o con una mail qualsiasi, è it.pdlet.com

Alcuni esempi

 

 

 

 

iDoceo: una applicazione per la scuola

 

iDoceo

Oggi prendo due piccioni con una fava. Con un unico articolo unisco due categorie Scuola e App e dintorni.

Vi parlo di iDoceo una applicazione in ambito scolastico per ipad, per lo meno io uso l'ipad, magari si trova anche su Android, ma per tutto quello che riguarda il mondo android a me sconosciuto vi rimando dal mio amico Alex e al suo blog Androidizziamoci.

Non è una app perfetta, né completa per quanto riguarda un lavoro come quello del professore/maestro, ma è efficace per tenere memoria degli alunni e dei loro dati anagrafici

Delle UD da svolgere:
 
Delle schede di valutazione

di una agenda dove appuntare tutto,

 

di uno schema orario graficamente personalizzabile,

per appuntare velocemente come su una lavagna post-it di vario genere.

E naturalmente aggiungere tutte le voci che volete personalizzando il tutto.

Quello che manca a me personalmente e che magari a tanti di voi interessa meno è la possibilità di scrittura manuale. Subisco ancora il fascino della carta e penna (un giorno vi parlerò della mia amatissima agenda cartacea) e riportare questo meccanismo anche sul digitale mi piace ed è più veloce.

 

Comunque consigliatissima il mio voto 9