Category: Scuola

Giocando con PlayArt


PlayArt

Torniamo a parlare di didattica 2.0, nello specifico di una app con cui far divertire i nostri bambini e al tempo stesso far conoscere loro 8 grandi artisti. Utilizzata in ambito scolastico offre moltissime possibilità creative e non solo.

Siamo il paese delle meraviglie artisticamente parlando, eppure sembra che non abbiamo una vera coscienza di ciò, visto il poco studio che si dedica, all’arte in generale, nelle nostre scuole.

La scuola primaria in questo mi sento di affermare è avanti. La mia scuola ‘Montessori’ nello specifico è davvero molto attenta a non trascurare questo aspetto educativo. Le visite che ogni anno si dedicano alle mostre e ai musei che abbiamo in città sono davvero tante e tante le attività laboratoriali legate ad esse.

In un workshop al Goethe Institute sono venuta a conoscere PlayArt un’app (nella versione completa a 3,99€), dove mescolare gli elementi caratteristici di alcuni fra i più grandi artisti del nostro tempo realizzando i nostri capolavori.

Learning to doing nel vero senso della parola, ossia imparare facendo, tradotto montessorianamente Aiutami a fare da solo. Se poi è “Imparare giocando” allora la formula diventa davvero vincente.

Il mio ‘soprannome’ Polly scritto con elementi misti di Modigliani, Van Gogh e altri.

Per iniziare a provare esiste una versione free dedicata al grande Vincent Van Gogh!

Unica controindicazione ….. è solo per iPad!!!!

Ma si sa Apple è sempre oltre!!!

 

E siamo a quattro


Vi presento la quarta figlia 16 anni.

Che bella età! È un vulcano in tutto. Sempre sorridente, allegra e pazzerella. Mi rivedo in lei moltissimo.

Ma come ogni figlia dei nostri tempi manca di quel ‘senso del dovere’ che apparteneva alla mia generazione.

Per lei siamo nella fase ‘scialla’, abbondantemente superata dagli altri figli più grandi. 

Scialla oggi, scialla domani…i nodi vengono al pettine. E così ci siamo fatti bocciare! 

Il suo ‘scialla mà, ce la faccio’ non ha dato i frutti da lei sperati.

‘Ce l’ho messa tutta mamma’. No tesoro bello, studiare l’ultimo mese non vuol dire ‘mettercela tutta’ vuol dire ‘provare a fregare il prossimo’ alla faccia di chi ha fatto il proprio dovere per tutto l’anno.

Ecco perché per la prima volta sono ‘quasi’ contenta che l’abbiano ‘bocciata’.

Per la prima volta penso che la bocciatura sia un’occasione per crescere.

Dopo lo scossone accusato con la giusta dose di sconforto, si è ripresa alla grande: fa la babysitter, volontariato in un centro estivo, continua la scuola di inglese e presto partitrà per un campo mobile in Croazia con gli scout camminando, camminando, camminando…..

Solo il tempo saprà dirmi se l’occasione di crescere saprà coglierla davvero.

Appuntamento qui al prossimo giugno per tirare le somme.

Intanto tremo …ricominciare con lei, vulcanica, la fase dell’adolescenza in piena attività, non è per niente facile!

Una “laurea” in famiglia

Laurea

Da dove parto? È difficile descrivere le emozioni di questo momento. Ci sarebbe tanto da raccontare prima, durante e dopo.

La primogenita ha raggiunto il suo primo grande traguardo: una laurea in Scienze Infermieristiche all’Università Cattolica di Roma nello specifico al S. Filippo Neri.

Fieri di lei è dir poco, il solo vedere la sua gioia con quella corona di allora ha ripagato tutti i sacrifici e tutte le preoccupazioni che prendono i genitori alle prese con i figli che crescono.

Ha oscurato per un po’ anche il pensiero dell’altro figlio, il secondogenito, che di fatto è l’unico che non sia venuto ad assistere alla sua laurea e non per chi sa quale nobile motivo, semplicemente dormiva.

Sorvolo su questo perché ce ne sarebbero tante da dire, ma in sintesi e molto molto a malincuore, posso solo commentare che “Chi dorme non piglia pesci” figlio mio e tu è favvero tanto che “dormi”.

Ma, come genitori, più che spronare, incoraggiare, arrabbiarsi, sollecitare, dire, fare e baciare….non possiamo fare.
In attesa del “risveglio” (speriamo meno amaro possibile) ci godiamo la felicità di questo giorno speciale.

Buona strada tesoro mio, adesso comincia la vita, quella vera!!!!

 

Niente più voti a scuola

 

Voti

Leggevo qualche giorno fa della riflessione del nuovo Ministro dell'Istruzione francese sui voti scolastici:

Dobbiamo abbandonare l'ideologia del voto”, dice Benoit Hamon, il titolare del dicastero. Un cambiamento che in Gran Bretagna è già stato “compreso”. Molti studi hanno, infatti, dimostrato che i giudizi costruttivi sono più utili che un numero in pagella. Che non riesce a “raccontare bene” chi è lo studente e che, alla lunga, frustra le sue aspirazioni e i suoi sogni.”

Un cambio netto in un sitema, come quello francese, incentrato tutto su pagelle severissime allo scopo di prevedere una selezione durissima per accedere ai migliori istituti che comincia dalle scuole medie proprio in base ai voti ottenuti alla scuola primaria.

Hanno 'inventato' l'acqua calda?

Assolutamente no. Agli inizi del secolo scorso già Maria Montessori aveva capito che il voto non rende giustizia ad un percorso formativo a 360 gradi di un bambino/studente!

Nelle scuole Montessori non esiste valutazione numerica (se non purtroppo nell'adempimento di legge da cui non si può prescindere che comporta la formulazione di una 'pagella').

Durante l'anno non ci sarà mai un voto sui quaderni dei bambini montessoriani!

Per Maria Montessori la 'disciplina' – fondamentale per uno studente di qualsiasi età – deriva dal 'lavoro libero', e questo può nascere se il bambino ha un interessse autentico, ha cioè la possibilità di scegliere il proprio lavoro assecondando così il suo istinto.

Dove sta quindi il compito dell'insegnante? Lavorare, singolarmente su ogni studente (un sistema di voti già viene a cozzare con questo tipo di impostazione basata sulla competizione), al mantenimento di questa passione, di questo interesse aumentando in lui la capacità di voler continuare a conoscere sempre più.

Scrive Maria Montessori:

solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.

E se la Francia, con il suo sistema rigidissimo fatto di calcoli e medie aritmetiche già a partire dalla scuola Primaria, sta riflettendo sull'inutilità di questo tipo di valutazione, non sarebbe ora di cominciare anche qui da noi a comprendere che ogni bambino è un mondo a sé e che 'lavorare' su di lui vuol dire costruire e prepare un futuro migliore?

E un voto non potrà MAI essere l'unico metro di giudizio per uno studente. La preparazione personale e la curiosità culturale passano in secondo piano se ci si concentra solo su un numero!

È davvero il momento di tornare a riflettere su un nuovo modo di valutare, al servizio dell'apprendimento e dei progressi dei bambini/ragazzi, e aggiungo non solo, torniamo a rimettere al primo posto l'educazione a 360' dei nostri figli che non dimentichiamoci saranno i futuri uomini, e partire dalla scuola, nella sua globalità e complessità, mi sembra davvero l'unica via percorribile se si vuole rendere il nostro Paese migliore domani.

 

 

Museo di Paleontologia

Museo di PaleontologiaProprio ieri con tre classi terze siamo stati in visita al Museo di Paleontologia presso l’Università Sapienza di Roma.
Molto interessante.

Una giovane guida ci ha accompagnati in un fantastico mondo fin dai suoi inizi unicellulari, per arrivare ai grandi elefanti primitivi!

L’interesse e l’attenzione di questi piccoli studenti è stato quasi commovente.
 Certo quando la guida, rispondendo ad una loro domanda, ha affermato che il gigantosauro non è mai esistito li ho visti vacillare, ma giusto un attimo.
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Molto attenti anche alla spiegazione del mito di Polifemo, nato interpretando uno scheletro di testa di un elefante primitivo.

Incuriositi dalla famiglia di elefanti nani ci siamo lasciati trasportare dai racconti della guida.

Il tempo è passato velocemente.
Un museo davvero ricco.
Un posto dove portare i nostri figli anche quelli più piccoli, cosa che farò presto con Francesco.
mito di Polifemo
IMG_9563teschio di elefante
elefanti nani

La scuola sta finendo…….

La fine della scuola si avvicina e noi dobbiamo fare i conti con figli sempre più distanti, disattenti, e annoiati.

Naturalmente sto parlando nello specifico dei miei figli, generalizzare non è cosa buona e giusta!

La preoccupazione che avevo per la figlia n.4 che iniziava il liceo, come sempre accade mai dire mai, è stata quasi inutile. Lo sforzo che ha messo e la sua buona volontà hanno fatto la differenza.

Probabilmente avrà un debito ma non sto qui a preoccuparmi per una eventuale bocciatura. Cosa che non posso dire del principe di casa, quello che obiettivamente ha una marcia in più, ma che rischia tantissimo.

Per tutto l’anno mi sono domandata cosa passasse per il suo cervello, quali meccanismi fossero scattati in lui per renderlo così sordo a se stesso.

È molto complicato penetrare nell’intimo di un adolescente in crescita, narciso, egoista e concentrato su stesso. Ma da qui a rischiare di ripetere un anno non riesco proprio a capire il nesso. O meglio, lo capisco eccome, ma non lo accetto. Me ne farò una ragione non c’è dubbio, ma oltre non vado.

Ci sarà poi il tempo di domandarsi cosa fare.

Un incontro avuto qualche sera fa sul tema Smontiamo il bullo ha evidenziato come proibizioni, divieti e punizioni siano il più delle volte controproducenti, possono essere efficaci sul momento ma non educano e non rendono consapevole il ragazzo sulle vere conseguneze di una eventuale bocciatura: perdere un anno, cambiare compagni, essere il più grande etichettato come il ripetente ecc.

Si può lavorare tantissimo attraverso il dialogo, incoraggiando, evidenziando la parte migliore che ogni ragazzo ha, ma mettendo in conto che il tempo del raccolto è molto lungo, non sempre i risultati si vedono a corto raggio, anche perché se non sono loro per primi a voler cambiare atteggiamento, nulla di concreto possiamo fare se non esserci sempre, ed essere pronti a ricominciare.

Prima o cresceranno ne sono sicura!

 

La scuola sta finendo

Un tormentone di questi giorni e incubo per molti genitori: la scuola sta finendo….un anno è andato già….sta diventando grande….
Tempo di bilanci scolastici e tempo per molti ragazzi del fatidico esame di maturità.
Confesso che ancora non ho ben capito il meccanismo che ruota intorno a quest’esame. I ricordi si perdono ai ‘miei tempi’, alle due prove scritte e alle due materie da portare all’orale, con l’incubo della seconda disciplina cambiata all’ultimo momento e di un solo membro interno. Gli esami cominciavano a luglio tanto che io sostenni l’orale il 28 del mese e non ero neanche l’ultima!
Neanche la maturità di figlia n.1 mi ha chiarito bene il nuovo meccanismo. Così mi ritrovo a palpitare per figlio n.2 senza ancora aver chiaro nulla.
Ma i bilanci non sono solo per chi si trova alle soglie di uno dei grandi traguardi finali, abbiamo chi dovrà affrontare gli esami di quella che una volta chiamavamo terza media, e del passaggio alle classi successive con o senza ‘debiti’ e alle probabili bocciature.

In casa non ci facciamo mancare niente quest’anno sappiatelo!
Voglio però condividere con voi un pensiero che ho elaborato leggendo una frase di s. Agostino:
“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura”
Finalmente ho scoperto cosa manca ai miei figli: la motivazione interiore che porta al desiderio, inteso come piacere a fare qualcosa.
Come si può pretendere se non c’è questo piacere, che i nostri figli studino con amore?
Ma soprattutto come si può aiutare questi figli ad avere “piacere” ad una lettura, ad un testo teatrale, ad uno studio scientifico, ad un voler comprendere come accadono certi fenomeni ecc. ecc.?
Qualcuno mi dirà che è fin da piccoli che bisogna indirizzarli verso certe passioni, e sono convinta che sia giusto, ma vi assicuro che crescerli fin da piccoli in certe direzioni non sempre è garanzia di successo.
Del resto se ci fosse una risposta standard avremmo tutti ricercatori e scienziati in giro, anche se il piacere legato al desiderio di sapere dovrebbe accompagnare la persona umana nell’arco della sua intera vita, anche se fosse un semplice venditore di palloncini.
In bocca al lupo ragazzi, ma soprattutto tanta solidarietà a tutti i loro genitori.